Il Pedone S’illumina sulla Scacchiera dei Sogni

 E’ dunque questo che chiamano vocazione:
la cosa che fai con gioia,
come se avessi il fuoco nel cuore
e il diavolo in corpo?


Josephine Baker

E fu solo all’ennesimo libro sulla gratitudine che si accese la lampadina.

Occorre essere grati dei propri desideri, infinitamente e incondizionatamente grati già solo dei propri desideri poiché solo loro illuminano la vita.

Questa sintesi unisce il passato al presente e al futuro attraverso un unico flusso.

Non c’è attesa né compensazione di raggiungere il risultato.
C’è anticipazione della soddisfazione che il mio desiderio mi dà di riuscire a farmi alzare al mattino illuminato da qualcosa di tangibile che pratico ogni giorno, tutti i giorni nessuno escluso.

Elide anche lo spazio. Qualunque posto attraversi o abiti, qualsiasi paesaggio io abbia davanti, il mio spirito illuminato dal desiderio che mi muove sulla scacchiera, mi porta in partenza al risultato predefinito proprio dall’anelito, dallo scopo che pregusto, dalla grazia che tutto accomuna e dalla gratitudine che assicura che andrà comunque tutto bene.
Il pedone s’illumina sulla scacchiera dei sogni.

E’ il modo di desiderare energico e connesso al corpo che contraddistingue questa condizione. Non si limita al timido pensare ai propri desideri. E’ la condizione di desiderare stessa che nutre chi la pratica.

E’ questa del resto la Libido freudiana.
Ma non tutti la collegano al corpo e alle emozioni.

E da qui la seconda illuminazione: essere grati non è un pensiero. Non è rendere grazie. Quella è la conseguenza. Poiché il punto focale è: come si fa a comunicare intensamente il mio gracias a la vida?
Dico gracias a la vida quando in ogni respiro irradio a chiunque incontri il mio desiderio realizzato. Questo sentimento tangibile è la gratitudine.

Ciao!
Sai che io coltivo da tanti anni ogni giorno il desiderio di provare gioia e di portare gioia in ogni persona che incontro per il mio lavoro?
E sai che in questi anni il mio cammino mi ha fatto solo rendere conto sempre di più di questo?
E che l’unica intensità che mi muove è la ricerca di quante più persone io potrò aiutare con la mia opera quotidiana a star sempre meglio e in contatto con sé e gli altri?

Ecco, questo impulso è più forte e potente e scardinante di qualsiasi ostacolo e malattia, infortunio e impedimento.
Questa è la gratificazione comunicata.
Gratitudine è trasmettere tutto me stesso verso lo scopo primario.
Mentre era questo fermarsi a ringraziare che non mi convinceva mai del concetto di gratitudine. Perché lo vedevo da fuori senza indossarlo, poiché io indossavo il mio desiderio.
E mi dicevo che certo era fondamentale la gratitudine, e l’atteggiamento grato, ma la consideravo una pratica, un momento di pausa, nella mia testa, per poi rituffarmi nel sentiero del desiderio. Perché così lo avevo inteso applicandolo.
Ma il desiderio è esso stesso gratitudine.
Desiderio onora gratitudine.
Solo il desiderio onora la gratitudine.
E la sua anticipazione, del desiderio, è talmente grata da colpire e affondare qualsiasi questione che prima chiamavo… come si chiamavano quelle portaerei che una volta ti impedivano di andare avanti? Ah, sì, difficoltà.
Ed è così: o si vive di difficoltà o di desideri.
Se si vive di desideri, il mondo è variamente illuminato.
Se si vive di difficoltà, il buio è vagamente rischiarato.
Quando scopri questo stargate dei sogni realizzati, allora, beh, allora, tutto ma proprio tutto il resto si compie in modo già compiuto, ed è come un cerchio della conoscenza di te e del mondo e degli altri che si chiude.
Ecco.

Ora tu bastardo lettore, gretto e meschino e interessato solo e soltanto alle scorciatoie e ai magheggi per risparmiare tempo e denaro e avere una scintilla di benessere quotidiano, mi chiedi e vuoi sapere:
eh, ma come si fa? E non me lo dire con troppi condimenti e questioni intellettuali di voi psicologi del menga. Dimmelo chiaro e facile.
E io te lo dico chiaro e facile. Perché quando la vita è vera, è chiara e facile e tutto coincide.

Occorre che scrivi la lista dei tuoi desideri.
E non smetti mai di chiederti qual è quello in cima alla lista.
Lista dei Miei Desideri


Lista che comunque aggiorni e porti con te, dentro al portafoglio o in tasca come facevano gli antichi, occupandoti con sacro fuoco di ciascuno dei desideri della lista. Lista che non finirai mai di praticare. Aggiungendo vita a vita e ancora a vita. Ora sì intensa.
Ha iniziato, per dirti, Beniamino Franklin nel ‘700, a creare liste di desideri e di attenzioni.
Io l’ho portata nel portafoglio per 15 anni, fino a che diventò quasi illegibile.
E tu quindi cura ogni giorno di desiderare. Concentrati sui momenti indimenticabili della tua vita. E non smettere mai di sintonizzarti su come ti sentivi. E quindi di collegarti ogni giorno su come accade che di colpo così facendo ti senti di nuovo allo stesso modo ispirato.
Ma non solo: abbi cura di illuminare ogni persona e ogni situazione del tuo desiderio. Di ogni desiderio.
Altrimenti, non sono desideri, sono intenti teorici che tali rimarranno.
Questo non è solo il segreto.
Questo è il segretissimo della vita.

Vuoi un esempio, nevvero?
Se per caso il mio desiderio di questo periodo è la salute, perché magari non sono stato bene nei mesi precedenti, non ho da augurarmi che le preoccupazioni si sanino e che i valori del sangue si stabilizzino o che il peso cali. E non ho da controllare con apprensione e trepidazione e aspettativa e ansia e angoscia che gli esami e le visite di controllo vadano bene.

No. Ho da veleggiare in anticipo sospinto dal mio desiderio palpitante di godere della salute di quella volta in montagna o al mare o in quella corsa sfrenata o in quella attività sportiva, in quel ballo, in quelle serate cogli amici più divertenti di sempre, o in quel magico pomeriggio estivo di tanti anni fa in cui mi sono innamorato. Io mi nutro (porca miseria) di quella fantasia guidata, di quella ispirazione e ricordo quotidiano, fino a che il mio mangiare e il mio respirare e il mio umore e il mio coinvolgimento e il mio interagire con te e con chiunque altro, non trasudi (porca misera 2) e influenzi di gratitudine incontenibile qualsiasi situazione attraversi e ogni benedetto esame medico.

E continuo fino a quando il mio guardarmi e rispecchiarmi e risuonarmi in ciò che faccio non diventi sempre di più leggero e coinvolto come desidero con tutto me stesso di essere.

Ora: noti e sei d’accordo con me che ci saranno molte meno occasioni in cui ti rimpinzerai di schifezze mentali e materiali perché non ne hai più bisogno?
Questo è il meno peggio. Vale a dire che se stai dalla parte del meraviglioso, in qualche modo da questo toccato sarai.
Ma non è più facile viverlo appieno, a questo punto, il meraviglioso? Lasciarti affascinare e avvincere da te stesso? Che cosa rischi? Di dover poi ammettere che sei felice? Ma finiscila.
Smettila di comportarti in modo altalenante e in infinite diversioni diverse. Datti una convinzione e lavora con quella suggestione.

Continua la lettura con: Vivere il Desiderio Prima che si Verifichi

Riepilogo:
Il Pedone S’illumina sulla Scacchiera dei Sogni
Vivere il Desiderio Prima che si verifichi
Perché ci Sentiamo Ridicoli a Desiderare?
L’Entusiasmo Non è un Episodio
La gratitudine Urgente

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