Il Problema è Soluzione – Il Circolo Virtuoso dell’Evoluzione Sostenibile

I perdenti hanno obiettivi,
i vincenti hanno sistemi

Scott Adams

Il Circolo Virtuoso dell’Evoluzione Sostenibile

 

Già la lettura dello schema qui di seguito del Circolo Virtuoso dello Scollamento lascia una sensazione di chiarezza, pulizia e rinnovata fiducia.

Come si vede allora, occorre ricominciare dalle piccole abitudini.

 

 

Cosa vai a mettere in piedi -occorre gridarsi- grandi cambiamenti, enormi, colossali, come interrompere un matrimonio o intraprendere relazioni extra coniugali pericolosissime, solo perché non sai starci dentro e nessuno ti ha detto come gestirle?

Oppure licenziarsi e partire per una nuova avventura in una città o Paese estero solo perché ci è venuto in mente come via di fuga obbligata? Se poi noi siamo sempre gli stessi e non cambiamo niente nei meccanismi interni?

E se poi tutto si ripropone puntuale a se stesso, anche all’estero, come è già successo troppe volte? Visto che noi abbiamo solo aumentato il livello del peso e dell’ingarbugliamento di tutta la situazione emotiva generale e quindi somatica, relazionale, lavorativa, famigliare e così via… e non sappiamo più sostenerla?

 

 

Ma chi ce lo fa fare?

Davvero non sentiamo quel che -su questa china- sta per verificarsi e puntualmente poi arriva? Vale a dire un’esplosione di tutto il sistema?

Di più: non abbiamo la reale, concreta e percepibile sensazione che “noi vogliamo proprio” che accada il botto, ce lo andiamo a cercare, lo alimentiamo non cercando soluzioni e anzi incasinando ancora di più il livello del gioco?

 

 

Allora, quando accade che si scopra un tradimento o un fallimento personale o lavorativo, è davvero un infortunio?

Che esploda una malattia guarda caso per giustificare lo stesso identico grado di angoscia che già sentiamo dentro, è davvero una coincidenza o l’ennesima via di fuga scellerata nello star male?

 

Ecco la soluzione: si può SOLO ricominciare da piccole abitudini quotidiane e mai più da grandi progetti.

PUNTO.

 

Ed ecco che a questo livello si affaccia puntuale il reale Problema dello Scollamento:

Noi non vogliamo rinunciarci.

 

Non vogliamo ammettere che abbiamo fatto un casino bestiale e che -se non togliamo qualcosa e non ricominciamo da capo- andremo a sbattere contro il muro delle recidive, ancora più spesso.

 

E da qui le frasi famose di cui racconto:

“ma tu mi stai dicendo come star bene e non avere più problemi
di denaro, non di come fare più soldi”.

 

A questo punto, anche la terapia, come l’ospedale, diventa una finta soluzione.

Perché in realtà:

il Problema è la Soluzione.

 

In questi anni ne abbiamo scovati tanti di situazioni che sembravano IL PROBLEMA mente invece erano la soluzione.

Ciò permette di capire come noi non vogliamo vedere e non vogliamo affrontare la reale difficoltà sottostante:

 

  • Mi torna in mente il caso di quella persona per cui la scelta tra l’amante e la moglie, in realtà, era solo la dichiarazione di avere un problema che non si vuole risolvere, poiché la persona in questione non voleva essere condizionata da nessuna donna, cosicché avere entrambe era la soluzione, non il problema.
  • Oppure i continui casi di ventennali difficoltà nella ricerca di un partner, quando in realtà il partner, se ci fosse, com’è successo ogni volta che c’è stato, non lo volevamo accanto a noi. Allora le immani energie spese a cercarlo lamentandosi che non c’è, è la soluzione per non vedere il problema reale e cioè che noi non lo vogliamo davvero un partner, non lo sopportiamo e non lo reggiamo. Di casi come questi ce n’è un’infinità nella pratica terapeutica.

 

Il voler raggiungere qualsiasi cosa, in sostanza e non riuscirci mai…

…è la dimostrazione che il Problema (vivere da troppo tempo la mancanza di qualsiasi status, economico, affettivo, di sicurezza di sé…) è in realtà la Soluzione. Così non vedo che cosa non riesco ad accettare, a sostenere, ad affrontare direttamente.

Tutto qui.

 

E badate bene: ci sono persone che vengono a farsi aiutare dopo aver avuto due tumori diversi, non uno, oppure due-tre convivenze fallite sempre nello stesso modo.

Allora non cambiare vita, diceva una pubblicità: cambia supermercato.

 

Nel senso molto vero di cambiare piccole cose concrete rispetto a problemi solo apparentemente reali.
Mettiti a lavorare sull’accettazione che con i tuoi partner avrai sempre problemi, e prima di rottamarlo, il partner, cogli l’occasione per cambiare te stesso.

Lavora all’interno, sull’immagine di te e di lui/lei.

Inserisci SOLO un piccolo cambiamento significativo, giornaliero, settimanale, mensile e così via, sul lavoro, sulla carriera, sul farcela una buona volta, o su qualsiasi Problema… ma che puoi sostenere e misurare. E Fallo SEMPRE, fin che campi.

Affinché ogni-giorno-ogni-cosa riparta da te.

Il paradosso infatti recita proprio questo:

Paradosso dell’Evoluzione Sostenibile:
Il cambiamento o è facile oppure semplicemente non è.

 

e la Legge dell’Evoluzione Sostenibile afferma:

 

Legge dell’Evoluzione Sostenibile.
Ti ritorna Solo Ciò che Investi Prima a Fondo Perduto, in misura di 1 a 1, emotivamente e non razionalmente, con tutto te stesso e per il puro piacere di farlo.

 

La fluidità corporea, infine, ti ricorda: dal corpo si parte e al corpo si ritorna.

lo vedete nello schema riportato sopra come immagine. E’ il quarto quadrante, in basso a sinistra:  la respirazione profonda, la sensazione di sentirsi pieni e integrati è l’unico “status” che ci fa percepire una reale progressione nella nostra vita.

Quindi è semplicemente ciò a cui dobbiamo/possiamo tendere ogni momento. Punto.

 

E allora, come direbbero a Roma: de che stamo a parla’?!

Se io non mi baso su questo, dove diavolo posso andare a parare?

 

 

Altrimenti il Problema dello Scollamento viene fuori, dispiegando le ali della sua potenza.

 

Vediamo questo schema di dialogo dell’assurdo che si ripropone in terapia, classico in questo senso:

– Ciao.
– Ciao.
– ho questo problema
– Ah.
– Poi quest’altro.
– Ah.
– Poi questo e questo e quest’altro ancora.
– Ah.
– Sono molto pesanti per me. So che sono collegati, lo sento, ma non so come e da che parte cominciare. Questa condizione mi fa star molto male.
– Ah.
– Non dici niente?
– Vuoi sapere da dove dipende il problema e che cosa fare?
– Certo.
– Davvero?
– Senza orma di dubbio.
– Ma poi sei disposto a fare ciò che va fatto per risolvere i tuoi problemi?
– Diamine, ci mancherebbe. Certo.
– Allora. I problemi dipendono da questo. Sono collegati in questo modo. Le soluzioni sono queste. E possono essere solo semplici e piccole e ripetute, fuori e dentro di te. Altrimenti non arrivano da nessuna parte e non sono sostenibili.
– Ah.
– Cosa c’è?
– Niente.
– Non ti fa piacere vedere che c’è una soluzione? E che è anche piuttosto semplice?
Silenzio.
– Non ti pesavano così tanto i problemi?
Silenzio.
– Non stavi così tanto male come dicevi?
Silenzio.
– Non sono chiare e semplici le soluzioni?
Silenzio.
– Non ti va di provare?
Silenzio.

 

Il problema dello scollamento è dunque che facciamo finta.

 

E si risolve invece -esclusivamente- con una sana accettazione incondizionata di qual è il problema e che non passerà mai, dando luce alle nuove atmosfere della leggerezza profonda.

 

Ma soprattutto in questo punto si evidenzia che -se alla fine non sviluppiamo piccole abitudini diverse che ci portino alla grande soluzione e a vederci finalmente diversi e molto meglio- non ci può essere una ricomposizione, un’integrazione di sé ed un reale benessere, migliore di tutti quelli vissuti in passato.

 

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