La Malattia è Solo un’Idea Soffocante

Vi potrà sconvolgere, ma è proprio così e solo così.
Tutti coloro che hanno malattie coltivano un’idea della vita troppo soffocante da sopportare.

E badate bene, è solo un’idea, caratteriale, che si può cambiare, e non ha alcun riferimento con la realtà effettiva.
Pensate.
Mentre le persone malate sono tuttalpiù convinte che c’è una qualche relazione con il periodo di stress che stanno vivendo.
Solo che questo stress poi alla fine non si risolve mai davvero.
E allora le persone si ritrovano spiazzate, e alla lunga si ammalano.
E’ a questo punto che i malati, nell’affollare le asl e gli ospedali, si convincono che solo in questa direzione si può andare: occorre sopportare e rassegnarsi e abbandonare via via sempre di più ogni speranza di guarigione dall’idea di sacrificio, difficoltà, insoddisfazione e fatica perenne.
Basta guardare le persone che camminano sotto un peso da non credere.

Esiste addirittura una distinzione evidente a chi si occupa della salute psico-fisica:
Le malattie croniche hanno una disfunzione insita nell’idea stessa di vita.
Le malattie acute si riferiscono a traumi travolgenti per chi li subisce.
Le malattie mortali non recano dentro di sé alcuna speranza, in modo così mortificante che sono loro stesse, con la disfatta e la morte, la via d’uscita. Piuttosto che vivere così, meglio morire.

La notizia che anche la malattia mortale sia una scelta, ci ribalta l’esistenza.
Pensate.
Tutto ovviamente inconscio, celato, sepolto e ignorato dalle persone che continuano a subire tali accidenti.

Non avete mai incontrato qualcuno che lamenta una sequela di malattie potenzialmente invalidanti o mortali, una dopo l’altra? E non vi siete mai detti: secondo me lì sotto c’è qualcosa? Come un accanimento? Ecco, è questo il caso. Ne abbiamo scritto ne La Quarta Accettazione e in Qualcosa Devo Lasciare Andare Sempre?.

Se non vi piace l’idea così deterministica, pensatela in modo che chi ha per la testa un’idea ogni istante luminosa non si ammala, o si ammala moltissimo meno o si riprende dalle malattie in modo completo o quanto meno più veloce. Va meglio così? Vi fa stare già bene, vero?

Riassumendo, il messaggio ribattutto ad ogni chiodo della vita è: ci sono solo due tipi di persone che camminano là fuori per strada.
Se pratichi la terapia ogni santo giorno con tante persone diverse, prima o poi ti arriva questo fulmine che ti folgora la vita.
La cosa utile è che è sempre la stessa distinzione.
1. Chi ha una bella idea perenne: attitudine, attenzione, abitudine, attività, passatempo, partecipazione, disposizione d’animo, una semplice cosa bella a cui pensare. O molte più di una. E lo ha scelto, perché all’inizio non lo sapeva proprio fare.
2. E chi ha un pensiero brutto, una preoccupazione perenne, una fatica immane, un’immagine di inadeguatezza, una montagna impossibile da scalare. E non ha creduto di poter cambiare, e imparare una disposizione d’animo opposta.
E non ci ha creduto solo perché non gliel’hanno insegnato.
E allora non bisognerebbe insegnarlo e impararlo a scuola?
Che esiste questa distinzione e che è facile e semplice da apprendere?

Volete altre prove, esempi, storie e casi significativi? Ne abbiamo parlato nell’articolo correlato: Idea Semplice, Orizzonte Pulito.

Perché c’è un’unica verità: che cosa coltivare. Questo è il dilemma.

E attenzione: vale anche se abbiamo un’immagine frivola e superficiale, o francamente egoista o disadattata.
Questo e solo questo spiega i social, la bramosia, il narcisismo, la necessità e l’urgenza di avere qualcosa che ci alleggerisca la vita.
Certo, saperlo, induce la strada del benessere e di occuparsi di qualcosa di più sano e saggio e ripetuto e centrato e armonico.
Perché? Perché è la SOLA strada più sana, più bella e più coinvolgente possibile.

Una persona mi ha detto che all’inizio degli anni ‘90 voleva suicidarsi. Era proprio determinata. Poi, la notizia della morte accidentale e senza senso di una cara amica, l’aveva fatta desistere. Come se fosse stato un segnale per lei che non era il caso di farlo.
Ma solo in quel momento.
Perché il pensiero di farla finita l’accompagna almeno qualche volta a settimana da 30 anni.
E nel frattempo sempre di più si è ammalata, con dei sintomi assurdi e malattie rare.
Ora sta solo scoprendo perché aveva questo pensiero, e perché sia totalmente disfunzionale. E soprattutto, come si somministra da sola la propria ferita. E sta piano piano rifiorendo.
– Sai qual è la difficoltà più grande? Ammettere a me stessa che sono 30 anni che sbaglio tutto ogni santo giorno.
– Ecco che ricominci a prendere il lato brutto delle tue scoperte…
E lei ha riso di gusto e a lungo, come non l’avevo mai vista fare.

In ogni caso, sia che suoniamo come Bollani o che studiamo il piano, oppure che stiamo su social con argomenti e sfoghi pusillanimi, il piacere di pensieri e azioni è VITALE e ha da essere OGNI GIORNO immediato e rigenerante.

Ognuno di noi ha 1 solo scopo da mantenere. Non interrompere più il flusso chiaro di piacere semplice e facile e coltivarlo sempre. In modo coinvolgente e benefico, quotidiano e ripetuto.

L’orto, la piccola pianticella sul balcone, le ricette, i libri, le passioni, gli hobby, qualsiasi, qualsiasi, qualsiasi cosa.
E se non sai, ri-comincia tutto.

Qui abbiamo riportato come ritrovare il filo rosso del proprio entusiasmo.

E qui invece come ispirarsi e tornare alla propria età migliore, per ritrovare lo slancio,

Quindi hai anche tu il tuo elenco di frivolezze o belle emozioni che ti mandano avanti?
Intendo appunto come frivolezze il livello minimo, ma esiste qualsiasi cosa.

Ti connetti con l’entusiasmo e gli ormoni perennemente a qualcosa di bello? Per te e solo per te?

Oppure lo fai una volta ogni tanto, in una melma infinita di impegni pesanti e mortificanti?

Sapete come si fa in terapia? Si riparte da tutti i fili possibili. Anche dai sogni:
– non ti chiedi mai perché sogni di volare, di viaggiare, di divertirti a più non posso, e perché quando ti svegli, ti senti sempre inversa?
– Perché è una vita di emme?
– No, perché la rifiuti e vai contro tutto e contro tutti, e vuoi solo farti fuori.

Il problema, vediamo se lo hai capito, è che, alla fine-alla fine, hai scelto sempre di fare la cosa più difficile. E non quella spontanea. Che ti sarebbe piaciuta di più. Ma te la sei sentita proibita per te.
E’ il carattere, bellezza. E non sono altro che i diritti negati e i permessi vietati nella tua crescita, che oggi ti somministri tu e solo tu.
Una gigantesca, apocalittica, rottura di maroni auto somministrata.

Sapete quando è evidente? Quando stiamo in situazioni sia impegnative che deprimenti.
Ad esempio, un trasloco. O un viaggio in famiglia.
Se perdiamo totalmente il gusto della nuova casa e della nuova esperienza che ci aspetta, allora siamo fritti.
C’è stato un anno intero della mia vita, in cui se non fossi andato più volte al giorno a trovare un mio collega al piano di sotto, non sarei sopravvissuto a quella azienda francamente di emme.
Mi sarei ammalato irrimediabilmente.
Da allora non bevo caffè.

Continua la Lettura: Esci dalla Malattia con la Rivoluzione Bioenergetica.

 

Vai agli approfondimenti:

Idea Semplice, Orizzonte Pulito.

 La Quarta Accettazione e Qualcosa Devo Lasciare Andare Sempre?.

Qui abbiamo riportato come ritrovare il filo rosso del proprio entusiasmo.

E qui invece come ispirarsi e tornare alla propria età migliore, per ritrovare lo slancio,

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