La Sindrome Settembre

Il segreto del successo è di fare della vostra vocazione la vostra vacanza

Mark Twain

 

 

 

Ileana mi scrive che di colpo l’ha riacciuffata l’ansia di prima dell’estate e non sa perché.
Marco mi dice che va tutto bene, tutto bene, però, al lavoro, una sottile angoscia…
Antonella ci tiene a vedermi d’urgenza perché tutto è precipitato.

Ma come, rispondo io caso per caso, se ci siamo lasciati con la constatazione… soltanto 5 settimane fa… che occorre sapere che è normale un ritorno di fiamma delle nostre ansie! Allora cosa vuol dire? Vuoi che rimettiamo a posto cause e conseguenze e legge del karma?

Presto fatto.
Devi per forza accettare che ti sentirai così come ti sei sentito da piccolo, proprio ogni volta che fai un passo decisivo per il tuo benessere. Solo così potrai acquisire il reale cambiamento. E passare al livello successivo e più alto della tua vita.

Però, intanto, la smettiamo con questa Sindrome Settembre?
Ricordate i livelli che non si parlano? Ecco. E’ questo il caso. Il livello consapevolezza non si parla con il livello emotivo.

Ehi, calma, dovrebbe dirgli. Sappiamo tutto e abbiamo ormai già una saldezza emotiva. Eppure, è come se saltassero tutti gli equilibri. Lo abbiamo detto e ridetto, eppure la nostra Struttura torna a cercare di punirci per aver alzato troppo la testa. Ma ‘a cercare di punirci’ è normale. Riuscirci è ben altra cosa. E siamo noi a dover mettere una diga bella alta a tutta la questione, per evitarlo.

Quindi è normale che tu torni ad avere paura o solitudine o malessere. Ciascuno ha il suo. Proprio perché stiamo sfidando molto di più di prima i blocchi da cui sei partita in questa terapia.
Dice ad esempio un’altra anima in cammino nella nostra terapia di gruppo.

«Rimetto in ordine le mie priorità e vivo da oggi in poi per le situazioni che mi donino piacere fisico, emotivo e pace mentale, e nulla più»
Dopo appena 4 giorni dal rientro da una magnifica vacanza ed essere ripiombata nella pesantezza del lavoro che aveva già iniziato a togliermi il respiro, le tue parole sono puro ossigeno ! Grazie Marco.

Grazie a te e a voi- rispondo io.
Comunque vi ripeto qui quello che sto dicendo a tutti. Qualsiasi cosa ci prenda alla gola al ritorno dalle vacanze, non è mai la cosa in sé, lavoro, vita di città e irrealizzazione. No. E’ solo che su qualsiasi cosa, nessuna esclusa, si riabbatte la stessa dinamica, l’identica atmosfera della casa di ciascuno di noi di tanti anni fa, quella che abbiamo toccato con mano nelle ultime sessioni. E che abbiamo visto come sciogliere. E’ tutto qui. Niente panico.
Quindi, è cosa buona e giusta che, ogni volta che sto meglio, io senta angoscia di ritorno, perché è quella che volevo fuggire ma non si poteva. Adesso si può, quindi la sento, la saluto, la accudisco, la sciolgo, la prendo per il culo, ma non mi blocco più. Mai più, per favore.

M. per esempio sente solitudine al ritorno dalle ferie perché quando andava a fare qualcosa di bello si sentiva solo. Quindi solitudine è bene e inevitabile. E così dura un minuto.

E lo stesso accade a G., che non poteva desiderare da bambino perché i problemi economici erano enormi, il quale sente ancora oggi il ricordo dell’ansia o angoscia se prova a desiderare di non sentire mai più il peso dei debiti. Sente quell’ansia, di allora, non questa di oggi, che non esiste. E’ cosa buona e giusta. Nostro dovere e fonte di salvezza. E’ normale.

L’importante è SOLO non crederci di nuovo, non ricadere in atmosfere in cui ci sentiamo bambini privi di alcuna possibilità. Non è vero. Finiamola.
Buttiamoci ogni mattina e ricordiamoci che conta solo l’intensità.
Quindi rifacciamo da capo tutta la comunicazione:

‘caro terapeuta, sono lieto di annunciarti che come previsto ho riavuto al ritorno dalle ferie la stessa sindrome dello scorso anno, anzi di sempre, e che questa volta l’ho riconosciuta e accudita e quindi curata in tempo. Addirittura una voce che ho riconosciuta chiara e forte, è stata: ah, sei voluta andare in vacanza?! E allora adesso paghi! Preparati che ne pagherai il prezzo! E mi sono messa letteralmente a ridere. Ma che educazione ho avuto!- mi sono detta! Ho fermato la macchina per il troppo ridere. Non riuscivo a guidare! E come tu dici devo esserne felice perché non è possibile che io progredisca senza che io sfidi i miei blocchi interni, i quali giustamente si fanno sentire. Ma dura tutto un attimo -se so cosa sta succedendo!- e così  mi rituffo nell’intensità di questo bel periodo che avevamo notato ad inizio estate’.

Eh sì cari amici miei. Tutto nasce da un’ansia di base, a volte un’angoscia. Ma la conosciamo e l’abbiamo sviscerata così tante volte con ciascuno di voi, che ora non possiamo non saper che arriva e come affrontarla. Se no che terapia è?

 

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