L’Abbondanza Fuori di Noi: 11) Condividere dall’Abbondanza

 

Donare abbondanza da una posizione di abbondanza.

E’ la nostra responsabilità più importante nella vita.

 

Di più: non è abbondanza se io non la condivido. Vale a dire che qualsiasi dono io ricevo diventa prosperità solo nel momento in cui lo condivido. E’ questa la chiave da comprendere. Quindi non basta essere generosi, conta molto di più da quale posizione lo siamo.

Un esempio concreto viene proprio dal workshop sull’abbondanza: “al termine dell’incontro –propongo- uno di noi riavrà indietro il denaro speso per il corso. Contenti? Bene”.

“Ad un patto però: che fin da ora pensiate a come reinvestire quel denaro per condividere l’abbondanza ricevuta con qualcuno fuori da qui. Quindi non vale tenersi il denaro per i propri bisogni. Solo in questo modo sperimenteremo che cosa vuol dire condividere da una posizione di abbondanza. E solo questa richiamerà altra abbondanza”.

Far circolare l’abbondanza significa smetterla finalmente con carenze che si trascinano da troppo tempo, e farla finita “dentro” di noi (!);

Domande (sbagliate) dei partecipanti:

  • ma se ho fatto fatica a mettere insieme i soldi per partecipare a questo corso? Perché non posso permettermi qualcosa per me?
  • Se mi sono fatto prestare il denaro per questo corso, posso restituirlo?
  • Se ho proprio bisogno o coltivo un desiderio da tanto tempo perché non investirci questo denaro ricevuto in dono?

L’Abbondanza VERA se ne frega dei nostri bisogni. Solo se la realizzazione di noi stessi arriva attraverso il condividere, allora si amplifica e estendiamo il territorio abbondante intorno a noi, che possa accompagnare DI PIU’ la nostra vita.

Al termine dell’incontro, una volta estratto il nome del vincitore/vincitrice del premio in denaro pari alla cifra dell’iscrizione, viene chiesto a tutti, che cosa avrebbero fatto a loro volta con quella cifra. E poi alla fine, si chiude con questa osservazione:

“Ora, se abbiamo capito il senso profondo della condivisione, che cosa ci impedisce di prendere la stessa cifra e metterla comunque a disposizione come avevamo previsto se avessimo vinto?”.

Se lo facciamo davvero, allora abbiamo compreso il senso di tutta la nostra vita, e già viviamo secondo abbondanza, altrimenti, occorre ancora lavorarci su.

Occorre quindi, per sintonizzarsi sull’abbondanza:

  • chiudere le battaglie effettuate per salvare le nostre ataviche mancanze che cerchiamo di colmare da una vita
  • smettere per sempre di “difendere” i nostri averi, interessi, desideri, spazi e tempi
    (ci è servito da piccoli, per decenni, ma ci ha confinato da adulti in un recinto di difesa)
  • accettare la nostra mentalità carente e rassegnarci a doverla forzare ogni volta, fino a trasformarla in un’altra attitudine alla facilità e condivisione di belle atmosfere.

E proviamo, proviamo, proviamo. Col sorriso, entusiasmo e buonumore.

Io ho un dono. Ho una persona accanto a me che ad ogni compleanno o ricorrenza ha necessità di regalare qualcosa fatto con le proprie mani. Quindi mi capita spesso di veder ricevere manufatti in ceramica, legno o semplici disegni avvolti in una carta anche questa colorata a mano in modo commovente, creativo, originale. L’emozione che provocano questi regali non si può raccontare, ma è la vera rappresentazione dell’abbondanza. Semplice, piena, commovente.

Se seguo questi precetti non faccio fatica. E -senza fatica- non mi esaurisco mai. Ma facendo le stesse cose di ieri, senza più resistere e chiedere l’impossibile.

Aprendomi finalmente a ciò che vado a fare.

Soprattutto se non lo voglio fare e se non mi piace.

Noi siamo meglio dei problemi e delle persone problematiche che incontriamo ogni giorno. Non per presunzione, ma perché la natura funziona proprio così. Il nostro entusiasmo può letteralmente trascinare chiunque verso un tipo di vita migliore, fin dalle piccolissime cose.

Siamo fiammelle, possiamo alimentarne milioni di altre, senza esaurirci, ogni volta più vive. E’ questa la metafora migliore dell’energia.

Una ricerca compiuta sulle persone che si sono affermate, ha trovato che i “giver” –coloro che danno- hanno molto più successo al mondo che i “taker” –coloro che prendono. Ma solo da una posizione di potenza, condivisione, circolarità, e non di “regalare se stessi”, esaurendosi, con l’impressione interiore di consumarsi letteralmente.

Condividere, to share, è del resto la parola chiave del web, del nostro presente e del nostro futuro. E’ nel modo di condividere, il segreto!

Se lo abbiamo capito, ciò che ci cambia la vita in un giorno (!), è condividere proprio con chi in ufficio non ci farebbe vedere nemmeno come ci si allaccia le scarpe.

E ciò solo perché accettiamo la legge dell’universo che è incredibilmente più forte, lei -non noi- di qualsiasi ostacolo o persona che si chiude. Accettiamo di essere forti solo se condividiamo tutto quello che abbiamo. Con chiunque!

Allora, l’universo lo sente e ci rimanderà la nostra forza. E gli altri ce lo riconosceranno, ad un colloquio per un nuovo lavoro, ad una revisione di stipendi, ad una riunione di famiglia, in ogni nuovo giorno della nostra vita.

Alla fine, la persona che ha vinto l’ultima edizione del’incontro sull’Abbondanza, ha deciso di donare i soldi avuti indietro ad una cara amica per iscriverla all’edizione successiva dello stesso workshop.

Una volta ho sentito dire una cosa molto vera: “il mio cuore è grande, ma non nel senso di spazio. Ha disponibilità per tutti, nessuno escluso”.

Diventiamo fari, non formiche.

 

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