Le Ricadute si Sommano, le Ripartenze si Moltiplicano

C’è un interminabile momento unico che unisce tutte le ricadute, come una suggestione, un destino avverso, un qualcosa da cui volevamo scappare e che ci riprende inesorabilmente.
Una dimostrazione che è tutto inutile.
Lasciano la constatazione che se dopo tanto tempo ci ritroviamo ancora qui, allora dobbiamo proprio rassegnarci a vivere senza speranza.

Eppure, quando le persone scoprono che è una bugia colossale, risorgono letteralmente.
Per questo occorre parlarne e divulgare queste informazioni.
Guardiamo prima il quadro nefasto, qui di seguito, e poi come se ne esce solo con alcune informazioni.
E noteremo la differenza abissale di livello: vita mortifera contro vita illuminata.
Una rivoluzione.
La rivoluzione bioenergetica, la chiamiamo noi.
Lo diciamo spesso: non si può stare più come prima di venire in terapia.
Si può stare solo molto meglio di prima.
Perché avrai informazioni che ti illuminano e ti fanno stare incredibilmente meglio.

Cominciamo dalla ricaduta?
La ricaduta è pesante da sopportare, perché è sentirsi prigionieri di un blocco senza nome, angoscia, preoccupazione e via lamentando, e soffrendo.
Quando è così, vuol dire ricadere, risentire e rivivere esattamente come fosse oggi, anzi per noi è oggi, la paura ad esempio di parlare con qualcuno, di fare qualcosa, di avere rapporti intimi, anche solo di affrontare qualcosa.
Le persone si sentono pertanto ritirate, senza più prospettive, ambizioni, se non avere ogni giorno a che fare con questa grande limitazione della loro vita. E a lungo andare possono solo decidere di farsi aiutare, spesso però senza trovare ciò che stanno cercando, cioè che termini questa situazione avvilente con una pillola, un’informazione, qualsiasi cosa li possa aiutare.
Ma la cercano senza nemmeno speranza. E infatti girano in giro. Provano un terapeuta, poi un altro. Cambiano approccio, sesso del terapeuta, o di psichiatra, classe di farmaco e così via. Ciò quando probabilmente del farmaco non hanno nemmeno bisogno, ma la loro condizione è talmente prostrante che non riescono più nemmeno a discernere e si fanno prendere dallo svilimento.

Ognuno dei 7 caratteri che noi descriviamo (sono archetipi, e ciascuno di noi può avere anche più di una di queste tendenze caratteriali) ha un’emozione specifica alla base. Recentemente ha iniziato la terapia una ragazza 36enne, che è stata sottoposta ad una tale ingiustizia dai genitori (prima ferita, da ingiustizia) che si è sentita letteralmente tradita nella fiducia (seconda ferita, da tradimento), su una base già anaffettiva (terza ferita, da rifiuto) in quanto mai abbracciata e sostenuta una volta in vita sua.
Un terapeuta esperto sa ormai riconoscere dallo sguardo il tipo di emozione in cui ricadono così spesso. Lo sguardo del tradito è molto più duro dello sguardo di chi è stato sottoposto a ingiustizia. Perché non si fida più. Mentre il sottoposto a ingiustizia, che è il Rigido, lotta, contro tutto e contro tutti. Ed ha uno sguardo di sfida.

E invece lo sguardo di chi vive nella paura è ‘diversamente angosciato’ rispetto alla persona disperata che vive nella ferita da umiliazione (narcisista), di non essere nemmeno mai visto da un genitore e quindi vive senza sapere chi è davvero e se vale o si deve sentire totalmente indegno.

Ecco, se avete avuto l’interesse e pazienza di stare in ascolto fin qui, adesso risorgiamo tutti, con immenso sollievo.

Perché quando le persone sanno tutto di sé, e viene spiegata loro, per filo e per segno, la nascita e la dinamica della propria situazione, a volte si sentono meglio in un istante, a volte impiegano diversi mesi a risorgere, ma loro vita cambia senz’altro ed arriva la fine della paura, angoscia, rabbia infinita, indegnità, sfiducia totale e altre bugie variamente combinate.
Con un benessere infinito e insperato prima.
Perché?
Perché le ricadute si sommano, le ripartenze si moltiplicano.
In che senso?
Nel senso che quando la persona sa prevedere il suo schema, e diventa entomologo di se stesso, e si osserva dall’alto, impara cento tecniche di uscita e riuscita dalle brutte sensazioni, (100 vuol dire 100, è un numero inestimabile di strumenti concreti, di cose da dirsi e da fare quando sta male).
E quando esce dalle pessime immagini di sé, vive nuove e più potenti energie, sente di nuovo la speranza dentro la sua più profonda immaginazione.
Allora, beh, allora sì che riprende il gusto della vita e risorge, moltiplicando letteralmente le occasioni di crescita, di stop ai divieti e ai blocchi.

Impara letteralmente come si vive.
Perché nessuno glielo aveva mai spiegato. E chi avrebbe dovuto spiegarglielo, era invece dall’altra parte a bloccarlo. E addirittura a farlo sentire in colpa se mai fosse stato meglio.
Pazzesco, non è così?
Eppure.

Questa è la moltiplicazione delle energie e delle occasioni e della vitalità di chi ha deciso ogni volta di ripartire e di non cadere mai più, ma proprio mai, nella sovrapposizione tra “soffro questa suggestione” e “credo profondamente sia una maledizione per me da cui non potrò mai uscire”. La prima per fortuna è egodistonica. La seconda è egosintonica. Vale a dire in sintonia con il mio ego: ci credo profondamente che sono condannato, mi ci identifico. E questo è totalmente assurdo.

La prima è invece la strada giusta. Perché in una sana distonia, disentificazione con il mio ego: “la sento solo perché so che sono cresciuto in quelle atmosfere. Me le ricordo. Ne parlo spesso. Ci torno con il mio terapeuta che mi fa vedere che cosa è vero e che cosa non lo è per niente.
E piano piano mi ‘decontamino’ da quelle brutte cose che mi sono successe.
Cioè il “credo fermamente che mai potrò uscirne perché tutto riguarda l’oggi”, scompare letteralmente. Fa puff. Non ci crediamo più. Mentre ci impadroniamo della verità: è solo e soltanto ed esclusivamente una suggestione in cui siamo cresciuti, di cui ci siamo impregnati, in cui siamo stati immersi da quando eravamo piccoli. Ma magari ormai sono vent’anni che continuiamo da soli a ripropinarci le stesse sensazioni.
Però ora lo vediamo: noi giammai siamo destinati al peggio. È così che con le ripartenze giornaliere sempre più rigeneranti dai nostri (oggi) piccoli blocchi, che torniamo a vivere e a sganciarci dalle brutte atmosfere.
E la vita torna ad essere una, avvincente, soddisfacente, finalmente.
Provate a fermarla, una persona che è risolta dalle proprie ricadute.
Non la fermerete nemmeno con le bombe.
Perché è lei stessa una bomba di energia. Infinita.

Vai all’articolo successivo:

11. Di Che Cosa si Nutre la Ripartenza

 

Torna a: Ricaduta e Ripartenza dalla Paura: Riepilogo

Vuoi commentare l’articolo?
Dare la tua testimonianza?
Potrebbe essere utile a chi legge! Trovi il box in fondo.

Oppure inviaci un messaggio con la tua richiesta all’indirizzo:

marco.digiovanni@analisibioenergetica.com

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.