Mettere Insieme Due Cose

Di solito, la felicità è mettere insieme due cose che ci piacciono e farle diventare un lavoro.

Ad esempio lavorare su di sé e i viaggi e metterli insieme organizzando viaggi benessere.

Noi sono più di 10 anni che lo facciamo.

Oppure le relazioni e la natura, aprendo un agriturismo.

O ancora l’educazione dei bambini e la natura, lavorando in un asilo nel bosco.

Sono esempi concreti da sviluppi elaborati in terapia.

Tutto parte dalla rivelazione che noi andiamo bene così, e che quel che scaturisce in noi è “bello” per definizione. E possiam-dobbiamo smettere di adattarci.

E seguire finalmente, fosse anche l’ultimo anelito di vita, quel che ci appassiona.

Se ci piace, è ciò a cui siamo destinati.

Lo sappiamo da sempre ma aspettiamo ere geologiche per metterlo in atto.

A volte, addirittura, solo quando andiamo in pensione.

E’ un’altra inesorabile verità a cui ci mettiamo un’infinità di tempo per arrenderci.

Ma è un dono preziosissimo.

Il nostro destino è semplice e ci piace.

E funziona così fin nelle piccole cose.

Affascinante, no?

Per esempio, questa serie di post-it nasce dall’intrigo che hanno sempre esercitato su di me le frasi dette dai clienti, che all’improvviso squarciano il velo dell’inconscio e arrivano in terapia in modo boom.

E per questo le ho sempre segnate. E consegnate a loro. Da rileggere e sentire e acquisire ancora fino a che non siano ricevute a destinazione.

E mi sono sempre piaciute le linee comuni degli esseri umani, il cercare di vedere quanto siano semplici in verità gli schemi che seguiamo.

Allora il metterle insieme è stato naturale. E sono queste le due piccole cose che hanno fatto nascere questo intero mondo fatto di note che state leggendo.
La vita è geniale, non è vero? 

Certo, poi mi piace molto, fin da bambino, aiutare gli altri a non sprecare la propria vita come ho visto fare nella mia famiglia e un po’ ovunque in realtà.

E mi ha sempre appassionato la scrittura dei grandi-grandi, quella che ti sbarella, ti disarciona dalle convinzioni.

Da qui, scegliere il mestiere che faccio e scriverne modestissimamente, per aiutare ancora di più, sono altre due cose messe insieme per una piccola-piccola soddisfazione.

Più è piccola-piccola e più ci dà gioia. Questa è un’altra meraviglia dell’essere umano. Le grandi cose lo fanno naufragare. Le piccole lo realizzano. Perché le piccole cose sono semplici e gestibili.

Noi amiamo perderci nei mari della grande impresa e ritrovarci nei giochini della scatola.

Per cui, prova a vedere cosa hai già messo insieme nelle cose che fai e hai scelto.

Scrivi in due elenchi su fogli diversi tutte le “parole che fai” e poi tutto quello che ti piace.

Vedrai che qualcosa che hai accoppiato c’è sempre e qualcos’altro ancora ci può essere.

E soprattutto prova a sentire che cosa naturalmente, anche solo come sogno ad occhi aperti, ti piacerebbe unire per risolvere la famigerata, inafferrabile, inquietudine milanese.

E guarda che spesso parte proprio da qui, da questa minuscola ambizione, la microscopica felicità. Che magari ti può far svoltare la vita.

D’altra parte, come illumina molto bene un’immagine di Paolo Coelho, “L’acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo: il mare“.

 

E se poi ne metti insieme non due, ma tre o quattro di cose tue in un piccolo negotium, alla latina, ah beh allora i tuoi livelli di gioia potrebbero anche elevarsi di parecchio, quindi ssshhh, non lo dire a nessuno che puoi essere felice, perché chissà, poi magari ti perdi.

E continua così. Godendo di poco. Partendo da niente.

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