Muovere l’Aria

Mi scrive un caro amico un messaggio che credo tocchi tutti noi:

“Ciao caro, buona serata! Le riflessioni che mi salgono sono queste. La mia famiglia come sai ha sempre rappresentato per me la pesantezza, la preoccupazione, la paura, la mancanza di gioia, spensieratezza e divertimento. Solo dovere, lavoro e preoccupazioni, ansia.

Mia madre rappresenta il legame, l’ultimo rimasto con la famiglia. Mia madre mi ha sempre condizionato e trattenuto, era il collante che teneva insieme tutto quando io a 13 anni già mandavo a cagare mio padre e non ne riconoscevo l’autorità.

Lei ha sempre tenuto in piedi questo simulacro di famiglia che altrimenti, senza di lei, si sarebbe disfatto. Anche dopo mio padre, non ha voluto risposarsi e mio fratello ha semplicemente preso il posto di mio padre come capofamiglia.

Mandavo a cagare anche lui ma mia madre ha fatto da collante ancora e mi diceva di fare il bravo, di chiamarlo, di cercare di armonizzare.

Quando io e C. volevamo fuggire da Milano e dalle rispettive famiglie l’idea era il mare, la liguria o la toscana, abbiamo cercato a lungo, i soldi li avevo, ma non potevo abbandonare mia madre andando cosi lontano..

Senso di colpa, non me la sono sentita, C. lo avrebbe fatto, me lo rinfaccia ancora.

Per cui alla fine mia madre rappresenta il limite, il legame che mi ha impedito di essere un uomo libero, non perché lei volesse così, ma era semplicemente il ruolo che recitava in quel tipo di famiglia patriarcale della vecchia borghesia Milanese.

L’unica cosa che le imputo è di non aver preso mai in mano la sua vita per cercare di essere libera e senziente. Ma forse lo era è si è adeguata come si conveniva.

La domanda è: quando se ne andrà sarò un uomo libero? La pesantezza e i sensi di colpa, il senso del dovere di figlio spariranno? Questa famiglia vecchia sarà finalmente morta per lasciare spazio a ciò che è vero? Ai rapporti che sono al di la dei gradi di parentela?
O continuerà a vivere dentro di me? Possibile che io viva sempre col senso del dovere rispetto agli altri, rispetto a tutti? Posso essere sanamente egoista e autoreferenziale una volta? Pensare solo a ciò che mi va di fare e di essere? A essere semplicemente vero e fare solo le cose che sento di fare? Ora andrò tutte le domeniche da mia madre a trovarla e farle compagnia, ma è solo senso del dovere? Una ennesima pesantezza, una rottura di palle? O ci posso trovare dentro un altro senso? Riuscirò a contattare la mia tenerezza, l’affetto vero per mia madre l’amore che da senso alle piccole cose, ai minimi gesti all’ultimo tempo passato insieme? Speriamolo”.

Si chiama carattere simbiotico, fratello.
Ce l’ho anch’io nelle relazioni, legato a mia madre, mentre sul lavoro mi esce fuori il tratto narcisista, tutto da mio padre.
Anch’io avevo una mamma, spettacolare, ma simbiotica.

Il mio maestro ci lavora, lo ha riconosciuto in me, me lo ha fatto addirittura studiare e insegnare, il simbiotico.

Il tuo terapeuta, invece, che come sai è stato nostro insegnante, non lo riconosce perché Lowen non lo considerava.

Lui direbbe che sì, quando tua madre non ci sarà più, potrai finalmente essere te stesso. Anzi: ce lo diceva sempre. ‘Solo’ quando i genitori non ci sono più, si può davvero diventare se stessi, quando ci sono state dinamiche potenti e condizionamenti così forti.

Io m’incazzavo e ci discutevo perché mi sembrava folle aspettare 50 anni per liberarsi davvero. E infatti non ci credo.
Però è vero ed effettivo che dopo la dipartita di nostra madre la vita cambia. A me è successo. Potentemente. Perché non hai più nessun legame vero di luogo, e ad una certa età, anche di doveri famigliari, come la vacanze e il Natale, i rapporti, le telefonate, ecc ecc ecc con i fratelli. Tutto ti sembra più vero. E meno condizionato.

Per fare però quello che tu dici al punto ‘vivrà ancora dentro di me?’, occorre sapere ciò che stai facendo e vedere come agisce e lavora sempre dentro di te la madre non di oggi ma quella di quando eri piccolo, con condizionamenti infiniti. Sperare che questa non ci sia più con la morte della madre reale, è cosa vana. E’ il carattere, baby.

Ma invece potrai emanciparti, potentemente, non ascoltandoti, non credendoti, fin da subito, con tua madre viva.

In questo credo io, e mi batto e faccio battere i miei clienti. Non importa quanto ci riesci, importa la direzione. Occorre battere la strada nella foresta, in modo potente, perché il condizionamento è bello imponente.

Occorre ad esempio forzarti ad andare a vivere al mare perché non puoi aspettare che sia tutto facile e semplice. Perché non ti illudi più che sia giusto aspettare. Aspettare che, aspettare cosa?
Perché sai ormai che quella è la direzione.

Così ho fatto io. Vivere una vita migliore perché sai che te lo meriti. Ogni santo giorno.
Poi, solo poi, inizierai a sentirlo, il profumo del mare. Io sto accettando e mi sta piacendo Pescara, solo dopo 3 anni.

Ma sapevo che sarei stato contento, con i miei tempi però. Perché sapevo che dopo sarebbe stato più facile. Ogni cosa. Leggi l’articolo che ho scritto: Puoi cambiare in 1 minuto.

Altrimenti io non avrei accettato di sposarmi. Mentre sapevo che sarebbe stato bello. E poi è stato incredibilmente bello. E non avrei mai accettato di fare una figlia sconvolgente.

Non credersi più, questa è la strada, quando sentiamo le nostre paturnie. E confrontarsi sempre con un gruppo, con qualcuno, con un libro, un video, un animale, una palla con un viso disegnato su un’isola deserta, una app, una chat gpt (purtroppo), un navigatore, qualcosa che ci mantenga sulla carreggiata della direzione giusta. Solo di questo abbiamo bisogno.

Non si cambia per quello che senti. Si cambia per quello che sentirai.

E nel frattempo difficoltà inenarrabili e soldi infiniti. Anzi, addirittura ti sentirai male e peggio, al mare, proprio perché sei andato contro il non far nulla per te di prezioso.

Ma sai che non ha senso per te stare lontano dal tuo bene. Se non ci sono motivi per stare in pianura padana ed è 100 volte meglio per te vivere e lavorare al mare e il tuo lavoro lo puoi fare da dovunque, allora non ha senso. E punto.

Molto meglio fare e pentirsi che non fare e pentirsi.

Intanto sposta l’aria. Muovi l’aria. La vita è come sposti l’aria. Non se te la senti. Non te la senti mai.
Milioni di persone bloccate nel guado.
Augh Brother.

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