Leggerezza Profonda: 8. Neverending Summer

Poliziotto: E c’erano oggetti di valore nell’auto?

Drugo: Oh… ah… sì… lo stereo, delle cassette dei Creedence e c’era anche… la mia valigetta.

Poliziotto: E nella valigetta?

Drugo: Oh, beh, documenti, solo documenti. Già, solo i miei documenti. Documenti di lavoro.

P: Che lavoro fa?

D: Sono disoccupato.


Il Grande Lebovsky

 

 

 

 

Sono tanti anni che NON ho la sensazione di fatica.

E questo accade ogni mattina anche se lavoro a volte tutti i weekend per mesi interi.

 

Non è che non senta stanchezza o stress e desiderio di ferie, ovviamente.

Ma sono il livello di soddisfazione e l’assenza di conflitti interiori ad essere incredibilmente aumentati.

E tutto questo è successo un giorno semplicemente perché l’ho deciso. Anche se non erano assolutamente tempi facili.

 

Ho deciso di aderire ad un modo di vivere che vi consiglio vivamente anche se io in quel periodo non sentivo proprio di potermelo permettere.

Anzi, ho aderito proprio perché sentivo di non potermelo permettere e che non me lo sarei potuto permettere mai, se avessi continuato così.

Per questo sono andato un’estate in vacanza e ho deciso che non sarei più tornato, con la testa intendo, ad una vita di estremo sacrificio, insoddisfazione e fatica. Dentro di me.

E con le palpitazioni, mi sono presentato in ufficio al ritorno, convinto che una maledizione degli Dei mi avrebbe travolto, fatto perdere il lavoro, folgorato per strada con un fulmine.

E sapete com’è andata? Che nessuno se n’è accorto. Nessuno ha avuto niente da ridire. Chiunque si complimentava con me perché mi vedeva più rilassato e coinvolto.

Capite l’assurdità? E il paradosso? Io mi sentivo come in vacanza e in realtà mi vedevano coinvolto. Ed era vero: mi sentivo anch’io più contributivo, entusiasta, come in vacanza, appunto. Senza alcuna remora. E non era incredibile, tutto ciò?

Le cose sono andate molto, molto meglio, fin da subito e giorno dopo giorno, permettendomi proprio di non entrare nelle mie solite ansie, insoddisfazioni, preoccupazioni perenni, tutte familiari.

Come per i surfisti esiste una Neverending Summer, o Endless Summer, un’estate che non finisce mai, allo stesso modo esiste un modo interno, quotidiano, da coltivare, fatto di pratica, di esperienze emotive, sintonizzazioni, direzioni da prendere, immagini tenere da coltivare, sentimenti da ripulire, poesie da rigenerare, ogni giorno, che sia per 5 minuti o per 5 ore, non ha alcuna importanza, ma che può non finire mai.

 

Solo così -mi resi conto- si sarebbe verificato qualche piccolo miracolo fuori da me, in quella vita così ripetitiva, grigia e insoddisfacente che mi attanagliava.

Attenzione: a detta di chiunque, anche di me stesso, la mia vita era meravigliosa. Facevo un lavoro che mi piaceva e per cui ero portato e la mia opera era riconosciuta.

Era per me, e per la mia famiglia, dentro e da sempre, “normale” continuare ad angustiarmi per qualcosa che non aveva nome e portava solo insoddisfazione.

E’ che vale la legge della Corrispondenza:

accade fuori solo ciò che viviamo dentro,
e mai viceversa:
non si verifica mai che accada dentro ciò che andiamo cercando fuori.

 

Se desideriamo con tutto noi stessi un amore che ci cambi la vita, un aumento di stipendio, uno status diverso, non accadrà mai che quello status, una volta raggiunto, ci porti quanto desiderato.

Accadrà sempre che lo stato d’animo interno, coltivato al presente -goduto come se avessimo oggi tutto quanto desideriamo e di cui abbiamo disponibilità- allargandosi, farà sì che arrivi anche fuori di noi quella casa, quell’amore, quel denaro, che già sentiamo di godere naturalmente e fin da ora.

Se mi godo il tempo, mi arriverà più tempo, se mi godo l’amore, arriverà più amore. Tutto al presente e oggi, qui ed ora, senza più rimandi.

Questo Segreto dell’Intensità qui ed ora, mi ha trasformato l’esistenza, letteralmente.

Per questo il denaro arriva quando non lo aspetti più. Per questo non ti arriva mai ciò che  ti cambia la vita, ma ti arriva sempre ciò che “reggi” e quindi attrai automaticamente.

Il segreto allora è reggere e vivere al presente l’abbondanza di ciò che ho da sempre ma non coltivo più.

Tutto sta a farlo -all’inizio- al termine di 12 ore quotidiane di totale abbattimento lavorativo e non.

Ma se capisci quanto è importante anche solo per 5 minuti e poi 10 e poi 15 al giorno, allora tutto prenderà una china diversa, e già solo questa sensazione sarà una rivoluzione copernicana.

 

Se viceversa mi vivo intensamente ogni giorno la mancanza, i desideri perennemente insoddisfatti, l’ansia e l’angoscia, la ripetitività e l’assenza di direzione, mi sentirò sempre confuso e irrequieto e in perenne ricerca, così che quando dovesse arrivare qualcosa da fuori -un amore, un aumento, una bella novità- io li sfiorerò senza vederli, o li vivrò e li rovinerò con la stessa angoscia che sento nella mia ansiosa ricerca, che non smetterò mai.

Solo queste constatazioni ci possono far uscire definitivamente:

da litigi in certi casi furibondi, battaglie sfibranti, fatiche ripetitive, atmosfere che odiamo.

Smettiamo allora -per sempre- di odiare, e iniziamo a farci andare bene tutto:
è l’unica garanzia che abbiamo che saremo noi ad attirare tutto quanto ci capiterà.

Sentendo che attiriamo e viviamo oggi -in un altro modo!-
le stesse vicende e persone di ieri e di domani,
intravvedendo molto di più il bello in ciò che ho di fronte.

E inesorabilmente, tutto ciò che coltivo, apparirà come un dono,
in forma di tempo, spazio, occasioni, incontri, umori, salute e denaro.

 

Se mi manca l’amore, inizio ad amare, a commuovermi per qualcosa e a manifestarlo. Faccio complimenti sentiti e vissuti. A chiunque. Invento regali simbolici che inteneriscano me e gli altri, che distribuiscano il mio amore oggi soprattutto a chi non sento più di amare e non so perché. Coltivo situazioni più tenere ed emozionanti per me. Leggo un libro e vedo un film che mi travolgano e mi facciano piangere. Mi impegno in un’attività di volontariato che porto avanti solo per amore, mi sensibilizzo alle tenerezze di un gatto o di un cane, frequento di più bambini che mi aprano il cuore, cercando ogni giorno il modo. Così e soltanto così arriverà più amore.

Se mi manca amore devo distribuire amore, non cercare amore.

E’ così difficile da capire? Eppure è sotto gli occhi di tutti.

Non vi è mai capitato di innamorarvi da ragazzi? E tutti lì a dirvi che vi vedevano splendenti, come mai prima? Ecco, è la stessa sensazione. Solo che vi sarete innamorati di una vita appassionata, diversa dalla tristezza e noia che avete provato fin troppo.

E ne sentirete finalmente il pieno diritto e l’entusiasmo che sgorga naturalmente.

 

Cos’altro, viceversa? Se cerco qualcuno che mi porti da fuori più amore, come fare a trovarlo? Come non incorrere in malintesi? Come non andare contro natura e prendere abbagli pazzeschi?

 

Allo stesso modo, se ho bisogno di denaro e continuo ad ossessionarmi con i pensieri dei soldi che non mi bastano mai per ciò tutto ciò che vorrei fare se solo avessi i soldi…

…appena arriverà la disponibilità economica io la vedrò solo passare e non mi basterà mai.

 

Se invece decido di interrompere questo stato di cose, “costi” quello che costi, e mi fermo, mi rifiuto di continuare ad affliggermi mancanze e impossiblità, e rinuncio completamente alla vacanza che non ho mai la possibilità di fare e a ciò che non posso avere…

…comincio a leggere libri e articoli e notizie di chi non ha davvero, a vedere video di chi ha lavorato su questi aspetti, sviluppo abitudini di valorizzazione di ciò che posso cucinare o vestire o creare per fare regali indimenticabili, o di come posso passare il tempo con gli amici in modo estremamente soddisfacente senza spendere una lira…

…Allora, inesorabilmente, il denaro ri-comincerà a riaffluire senza che io lo desideri più e nonostante ne senta sempre meno il bisogno.

Ma se riprendo a spenderlo copiosamente, smettendo le abitudini creative e di sviluppo dei miei interessi, piano piano tornerò come prima e di nuovo sentirò che tutto mi manca.

 

Questa è la Neverending Summer: decidere che ho tutto in questa lunghissima vita intensa che mi rimane da vivere, di un minuto o di 100 anni, e che me la vivo ad un’intesità moltissimo più profonda.

Non che ce l’abbia già o la viva davvero.

Questo non ha alcuna importanza in realtà, perché ciò che ho dentro è già qui. Ciò che non ho dentro, non l’avrò mai.

Da oggi e per tutte le estati a venire.

 

Riepilogo:

 

 

 

 

 

 

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5 Ricette per una Piccola Felicità

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