Noi Siamo Come ci Emozioniamo

Le cose belle ti succedono sempre insieme agli altri, ci hai mai fatto caso?

 

 

Dove si vede, nel Corpo, l’Evoluzione sostenibile?

E viceversa, dove si sente, nel corpo, che non c’è evoluzione?

Sulla pelle di chi pratica ogni giorno la progressione, c’e la sensazione, palpabile anche all’esterno, che la persona si faccia energizzare da una rete di piccoli rituali, abitudini e sostegni semplici, immediati e naturali, esterni ma vicini, sempre a portata di mano e di gambe, e colmi di benessere e a contatto con la Natura e le sue leggi.

Appartenere attraverso il corpo al proprio ambiente, essere connesso a qualsiasi elemento del proprio spazio, riferirsi alle persone che ci circondano, contare su di loro, emozionarsi sempre e comunque…

…sono le chiavi più importanti per chi si evolve, progredisce e basa tutta la propria esistenza sullo star bene ogni santo giorno.

Noi non siamo quel che pensiamo. Noi siamo come ci emozioniamo.


Viceversa, infatti, chi vive il ritiro, dal corpo e da orizzonti aperti sul futuro, considera i propri rituali come un rifugio e un rifiuto, un sospetto, una cautela nell’aprirsi alla vita, un muro rinforzato, come in una torre d’avorio, quindi rassegnato e protetto dalla bugia a se stessi che questa è la vita, e la vita “ormai”, può essere solo adattamento a non sentire più male e dolore.

Si sente e si vede -ad un occhio attento- che la persona ha posture innaturali accentuate, abitudini sempre più rigide e ripetute e atteggiamenti corporei tesi a proteggersi. Attraverso queste “pareti” tra sé e la vita, non si vuole dipendere più da nessuno. E la giornata è tutta una negoziazione e un compromesso e uno sforzo di volontà. In questo scenario la fatica diventa condizione, quindi abitudine.

Ma per fortuna, e spero che si colga il senso positivo di questo “per fortuna”, arrivano i sintomi inevitabili di tale mancata progressione. Veri e propri segnali psicosomatici o involuzioni delle scelte di vita, problemi ricorrenti di denaro oppure passi a lungo coltivati che invece non portano a nulla di quanto promesso.

Come scriviamo nel Ventalogo del Denaro, ci sono sempre 3 effetti del nostro modo di vivere, 3 ambiti sempre collegati dai nostri respiri, “3 CONSEGUENZE DEL VIVERE MALE”.


Quando tu non sei consapevole e vivi nel malessere, non puoi lavorare solo sugli epifenomeni, non puoi occuparti solo della superficie. Altrimenti hai sempre 3 ricaschi: energia/salute, lavoro/denaro, e relazioni/affetti. Per fortuna questi ricaschi sono sempre sia negativi che positivi: se comprendi e inizi a star meglio, migliorano all’istante.

Le anime in tale condizione, credono di essere in cammino verso l’evoluzione desiderata, ma in realtà si costringono in direzione opposta a contraria e si riconoscono perché si sentono:

  • lontane da qualcosa che sembra sempre avvicinarsi ma non arriva mai
  • nella ripetizione dell’ennesima stagione di attesa sempre uguale
  • sole, da sempre in un cammino solitario, che deriva da una condizione esistenziale sentita fin da bambini, interiore e non effettiva. Senza mai aiuto rispetto alle difficoltà della vita così dura.
  • colme allora e bisognose di rigidi abitudini che non riescono a mutare
  • tese a raggiungere qualcosa di schematico e volontaristico, egoico, razionale, logico eppure non benefico
  • senza piacere puro fino in fondo, privati di rigenerazione, facilità, alternanza naturale
  • vicini ma di lato all’abbondanza e prosperità semplici e fini a se stesse,
  • mai davvero al di là delle sensazioni di mancanza, privazione, difetto, paragone, lamento, differenza, critica, auto critica, giudizio, distinzione, chiusura, blocco.


Ecco perché chi inizia a praticare:

  • A) le semplici sessioni settimanali di Bioenergetica
  • B) un cammino di consapevolezza su di sé

…assume strumenti incredibili di coscienza di come funzioniamo noi esseri umani, tali da integrare la pratica quotidiana corporea per fare quel salto nell’evoluzione reale e nel cambiamento di sé.

E’ così che si comprende che si è più se stessi nella terapia e più a contatto con tutto.

E in questo senso, e solo in questo senso, l’unico possibile, ci si apre completamente al cambiamento e alla progressione.

Noi non siamo quel che pensiamo.
Noi siamo come ci emozioniamo.

E quel che ci emoziona con continuità PUO’ essere sempre legato ad un piacere, rituale, piccola abitudine, ad un coinvolgimento e un significato più profondo di ciò che viviamo 

Altrimenti, ciao cambiamento.

I grandi progetti di cambiar vita s’infrangono sulla sostenibilità del quotidiano.

Per questo parliamo spesso di Rivoluzione Sostenibile.

Perché è Rivoluzione se è sostenibile, se è piccola.

Se no, ciccia, direbbe qualcuno che da sempre non riesce a dimagrire.

Eh sì. E’ nei modi di vivere ogni giorno, la felicità, mai nella grande svolta.

Tu pensa a star bene PRIMA di aver risolto i problemi e in modo PICCOLO e quotidiano. E solo allora i problemi non ti faranno più così male.

Dice un’anima che si è scoperta sfavillante così, da un giorno all’altro, tanto da barcollare, letteralmente:

adesso che ho scoperto che mi piace cucinare, che sono nata per cucinare, e inizio a pensare di farlo per lavoro, la rivoluzione non è mica finita. E’ appena iniziata. Perché se adesso comincio ad appassionarmi e a guadagnare denaro attraverso la mia passione, tra poche settimane tornerò ad essere perfezionista e sempre più sacrificata. E tutto ricomincerà ad essere penoso come prima. E’ proprio vero. Non conta assolutamente nulla che cosa fai. Conta, giorno dopo giorno, come affronti la giornata, come respiri. Oggi -e mai domani- può essere il giorno più felice della mia vita. E senza alcun motivo reale. Allora tutto accade. Altrimenti niente accade”.

Ecco: “tutto accade o niente accade”, sono proprio le due condizioni distintive dello “star bene o star male”.

Le cose arrivano tutte insieme oppure non si muove foglia.

Tutto questo sistema evolutivo, di reale progressione, ha a che vedere con il sé e non con l’io (ego).

Insieme alla ricerca del proprio scopo primario e al corpo, permette di scoprire ed essere consapevoli delle proprie potenzialità. Introduce ad un ascolto diverso delle proprie istanze e, col tempo, a rivoluzionare i modi di sentire e di decidere, in base al sé -insieme di ego+bisogni+desideri+corpo+emozioni.


Io lo dico spesso: grazie di avermi fatto la domanda. Adesso lo chiedo al mio corpo, ci respiro dentro, vedo come mi sento e poi ti rispondo.

 

 

 

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