Perché ci Sentiamo Ridicoli a Desiderare?

Questo articolo è la continuazione di: Vivere il Desiderio Prima che si Verifichi

Ora. Provate a sintonizzarvi sul momento in cui l’io desiderante del cliente in terapia si risveglia e si ripresenta come in quei film sul ritorno di qualcuno che avevamo dato per morto.
Ueilà. E mo’? Che faccio? Che ci faccio? Ma davvero sono vivo?- è scritto negli occhi della persona che ci guarda colpita, bendisposta, ma disorientata e goffa. Si crede fuori posto e ridicola a desiderare ancora e ancora.
Eppure, le diciamo, se si guarda intorno, noterà che chi è ringiovanito invecchiando, ha mantenuto ardente il desiderio. Sempre riscoperto ad un certo punto del cammino. Riesumato in alcuni casi.
Sì, certo… ma alla mia età?- esclamano a 23 anni (questo è il punto che ci deve far riflettere).
Ma scusa: se hai passato gli anni del liceo chiuso in casa; se hai avuto una cotta sola o 4 amoretti in croce e la tua adolescenza non è mai decollata davvero; non ti va e non ci devi comunque ripassare per riscoprire quella parte di te? Come si fa senza passare dal via?
E soprattutto: non senti che sono di nuovo le tue remore che ti hanno accompagnato per tutta la vita ad ammantare come sempre anche questa scoperta di un velo appiccicoso di ottundimento? Cosa credevi che avresti scoperto in questa tua terapia se non come si fa a stare intensamente bene senza se e senza ma?

Cosa sarebbe possibile nella tua vita senza riaprire l’acceleratore che tieni da sempre tirato?
Quanto vuoi ancora aspettare per scoprire che l’adolescenza non è uno stato transitorio bensì per sempre entusiasmante e che qualsiasi impresa della tua vita sarà sempre iniettata ogni volta da quello spirito adolescenziale che hai sentito o sfiorato? Vuoi la verità, giusto? L’adolescenza è di passaggio solo perché conduce dal sogno al radicamento dei sogni, aspirazioni e desideri palpitanti. Siamo diversi dopo l’adolescenza solo perché abbiamo da occuparci di quei sogni che adesso sono il presente, giammai della rinuncia a qualsiasi sogno perché -ci diciamo- ormai non siamo più adolescenti. Avete idea di quale piaga psico-sociale sia oggi questa rinuncia a se stessi?

Invece, scopri che ogni impresa ha una sua fase adolescenziale. Ed è entusiasmante per questo! Perché non sai ancora né fare né essere. Ma nutri in te una fiducia che levati.
Quindi, se ci pensi, tanto più forte è lo spirito adolescenziale e tanto più facile sarà l’avventura.

Ho raccontato anni fa di una mia collega che accompagnava da giovane le comitive di turisti in viaggio. E parlava di come i più totalmente folli e indisciplinati e trascinanti e divertiti fino al midollo fossero proprio i gruppi di 50-60 anni. Perché avevano nello sguardo la luce dell’aver capito tutto e attraversato tutto della vita. E non ce n’era davvero più per nessuno. Perché avevano a disposizione sì e no 3-4 cartucce ancora. E avevano afferrato una cosa sola e soltanto quella. Io mi devo buttare con ogni poro della pelle in ogni possibile divertimento che non ho provato prima e nonmidovetemaipiùnellavitascassarelaserraturadell’anticameradiquelchemigarbafareinognisantomomentochelavitaancoramidarà! E basta.
E accade a qualsiasi età noi decidiamo di scoprire questa verità. Invariabilmente.

Per questo vi auguro di farlo subito. Oggi. Perché è la cosa che volete di più al mondo. Tornare ad essere ragazzini sfrenati e brufolosi. Perché lì e solo lì vi sentivate vivi e non vi siete per niente godute quelle fasi. E se ve le siete godute, avete poi dimenticato come si fa. E perché quelle fasi ci sono sempre. Quella è la vita. E credevamo fosse solo un passaggio da dimenticare.

Capite perché dico che non si conosce per niente che cos’è fare terapia? E che questo percorso è nella mente delle persone pieno di stereotipi e falsità? E di star bene e sempre meglio non si parla mai nei termini veri e palpitanti di ciò che può rappresentare?
E ovviamente sto parlando anche ai miei colleghi: che terapia pratichi amico mio? Da dove a dove accompagni i tuoi clienti? Che cosa ti dici e gli dici su come possa stare? Ascolti soltanto i tuoi pazienti? E ti limiti ad annuire? Allora perché non apri un pub piuttosto? Così oltre ad ascoltare il cliente potrai godere anche di un bel sottofondo musicale scelto da te.
Ecco il punto. Una cosa è ripartire. E un’altra, ben diversa, è decidere il proprio vento.
Ne abbiamo parlato ne La Metafora del Vento.
Ma qui il punto è più radicale.
Tu, che cosa desideri? Te lo sei chiesto recentemente? Se no, sei già mezzo morto caro ex amico mio, compagno rimpianto.
E quanti amici abbiamo lasciato andare perché non sognavano più? Allora adesso chiediamoci: quanti amici hanno lasciato andare noi, perché non sognavamo più? O facevamo finta di sognare cose che in realtà non è che ci piacessero realmente? E soprattutto: a che punto abbiamo lasciato andare noi stessi, convinti che ormai non ne saremmo mai più venuti a capo?

Cosa credete che si faccia in terapia se non recuperare i propri desideri? C’è forse qualcosa di più importante?

E parla dei tuoi desideri a chiunque e comunque. Se no come fai a sapere se sono desideri o pizzini appizzati così a caso senza alcun senso opportuno?

Vedrai un fenomeno raro: che piano piano la lista dei desideri si organizza. Si stabiliscono sempre le prime posizioni. E quando precisi di più i tuoi desideri, ti verrà voglia di festeggiare. Irrefrenabilmente. Finalmente. Perché ti conosci di più. Ogni giorno desiderando di più. E scoprirai le corrispondenze tra i piccoli desideri e quelli in cima alla lista. E ti dirai: apperò! Allora nulla è da tralasciare. Anche le più piccole pulsioni!
E ti butterai. Senza più pensare. A nulla.
Perché a me non piace solo migliorare il mio benessere e quello degli altri. Mi piace cantare e ballare in modo sfrenato e stare in gruppo e ridere finché ce n’è, e sentire il vento tra i capelli in bicicletta (che c’è da ridere?). E tutto questo bendiddio l’ho ritrovato nella mia terapia. Senza contare che proprio la mia terapia dei desideri alla lunga ha prodotto il mio amore e mia figlia e il piacere lunghissimo che può dare stringere tra le braccia loro due insieme.
E come si fa se no a crescere di nuovo senza premere sui desideri?

Gli uccelli e il pilota sull’aliante non stanno a verificare che le leggi del cielo ci siano ogni momento. Lo danno per scontato e ci costruiscono sopra traiettorie imprevedibili.
Allo stesso modo la gratitudine c’è sempre e io mi ci lancio a perdifiato per volare nei sogni. Allora sono veramente grato.

Continua la lettura con: L’Entusiasmo non è un Episodio

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Riepilogo:
Il Pedone S’illumina sulla Scacchiera dei Sogni
Vivere il Desiderio Prima che si verifichi
Perché ci Sentiamo Ridicoli a Desiderare?
L’Entusiasmo Non è un Episodio
La gratitudine Urgente

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