Evoluzione Sostenibile: 3. Portare l’Evoluzione all’Esterno di Noi

 

Lo schema della Trasformazione del Carattere, che qui riportiamo, è:

Trasformazione del Carattere

                          Ferita                      >                        Accettazione Incondizionata

                          Tema                      >                         Leggerezza Profonda

                          Ritiro                      >                         Evoluzione Sostenibile

                         Adattamento        >                          Visione Radicata

 

Dal Ritiro posso passare all’Evoluzione Sostenibile, che sancisca un cambiamento su rituali diversi, che ponga i desideri e i bisogni in primo piano, e non che sia una rinuncia, una chiusura, un ritiro, appunto, dalla vita.

Così come dalla Ferita siamo passati all’Accettazione senza più alcun compromesso.

E dal Tema ricorrente -in questi casi riguardante sforzo, sacrificio, salute- alla Leggerezza come scelta di ogni mattino che Dio mandi su questa terra.

E così come attraverso una Visione Radicata, di cui predisponiamo proprio nell’Evoluzione Sostenibile le basi, possiamo arrivare a una visione matura e adulta delle cose, che sconvolga concretamente l’Adattamento alla propria esistenza dimezzata.

Pertanto, questo terzo passo dell’Evoluzione verso il benessere riguarda:

  • l’inserimento e la cura dedicata a creare un tessuto
  • una rete di tanti piccoli spazi vitali
  • che aiuti a mantenere ogni giorno l’intensità
  • il relax
  • il vero divertimento
  • il senso dello svago
  • la passione intensa e profonda
  • l’interesse e la concentrazione che desideriamo e che molte volte perdiamo per troppo tempo.

 

La nostra storia, la storia di tutti, è di smarrimento e di ripresa di questi meccanismi, che siano delle semplici cene tra amici, o degli hobby, oppure ancora delle passioni sviluppate in età adulta e così via.

Oscilliamo tra la sensazione di averne necessità e la constatazione che non ne troviamo mai il tempo a sufficienza.

Solo se ne parliamo, qui o altrove, solo se se ne comprende l’imprescindibilità, allora si compie un lavoro più strutturato. Suona come: “me lo ha detto il medico. Allora lo faccio”.

Purtroppo, come dico spesso, noi ci muoviamo troppo sul negativo e troppo poco sul positivo.

Non ci decidiamo quasi mai da soli, senza un terapeuta o un’esperienza forte, sull’anticipazione di benessere e sulla direzione di prevenzione e salvaguardia dei nostri umori e energie.

Al contrario, ci attiviamo per darci da fare solo quando abbiamo avuto una delusione notevole sul lavoro, un problema di salute decisamente grave o una preoccupazione famigliare che ci faccia riflettere sull’importanza di saper staccare e preservarci.

Marc, allora, di cui parliamo in queste note come un filo conduttore degli esempi, insieme alla moglie Jenny, riprese a fare le cose che adesso enumereremo; le troverete familiari, perché ci appartengono.

 

Marc:
“Se io posso star bene solo in montagna e ci posso andar poco, non posso star bene (!).

E’ incredibile come, per tanti anni,
questa è stata l’immagine e il pensiero che mi hanno accompagnato.

Dalla scorsa settimana invece mi ripeto due cose completamente diverse:
io posso star bene comunque e basta.
E poi ho diritto (e me lo prendo!), di andare a camminare in montagna,
quando posso e non appena posso.
E se non me lo impongo come una medicina,
so che sarà di nuovo travolto dalla rinuncia (!)”.

Marc è un esempio di immagini negative esagerate e di limitazione necessaria di questi meccanismi.

Nel nostro schema era all’inizio: Interno Positivo su Interno Negativo. Prima era invaso da una marea di suggestioni negative, quindi ogni pensiero era sufficiente che non fosse così negativo. La prima parte della terapia è stata molto razionale: ci sono prove che questa negatività necessariamente accada? Diminuire il negativo era la sola parola d’ordine. Ed è stato necessario come respirare.

Oggi, finalmente, sviluppa immagini interiori trasformate, tutte positive, attive, luminose.

Siamo sempre al meccanismo Interno su Interno, senza che ciò vada ad intaccare la realtà esterna: Marc fa sempre lo stesso lavoro, ha sempre la stessa “struttura” della giornata, ma avanza, all’inizio faticosamente, e poi via via con maggior agio e piacere.

Attraversa rituali, abitudini, leggerezze e un insieme di NO e di Sì diversi, che stanno creando la sua Evoluzione Sostenibile. Oggi. Qui. Piano piano.

Jenny invece predicava positività con lui, ma lei stessa non riusciva mai a staccare dalle proprie immagini interiori pessimistiche nella peggiore accezione.

Lei è un ottimo esempio di rituali di benessere, però utilizzati per alleviare, prendersi cura di sé, senza troppo agio, solo per limitare le paure e andare avanti. Adesso anche lei si forza a non rifuggiarsi nei suoi rituali: la doccia lunghissima o la cura esagerata della bambina.

E s’impone di affrontare, ogni giorno, piano piano, la ricerca di clienti diversi (lei è una libera professionista), e di occasioni di lavoro in modo più attivo, in una giornata MAI PIU’ in difesa e in trincea. E in modo sempre fiducioso, solare, entusiasta. Per lei è come volare.

Ecco, queste considerazioni servono proprio per capire come funzioniamo naturalmente, per poterci riprendere una fisiologia dello star bene, senza troppi percorsi fuori fase.

  • Marc riprese ad alzarsi un’ora prima, alle 5, anziché alle 6.
  • E a camminare verso il lavoro anziché prendere i mezzi.
  • A quell’ora, estate e inverno, la camminata gli sembrava un polmone rigenerante. E fu davvero così.
  • Poi iniziò a praticare i Mudra per alleviare le proprie allergie. Sono mantra di ripetizioni fisiche e mentali che influiscano sullo stato d’animo, collegandosi a visioni di sé e a emozioni diffuse.
  • I risultati furono tangibili: per la prima stagione dopo tanti anni, non dovette prendere antistamici quella primavera.

La sensazione che sviluppò fu un’enorme sollievo, sicurezza e padronanza delle proprie possibilità. Ritornò alla legge della progressione, di cui tanto parliamo nelle nostre note e di cui abbiamo necessità come l’aria. La vita ricominciò semplicemente a rifluire, progredendo.

Questo lasciò uscire anche la tristezza e il dispiacere profondo per i 15 anni persi in salute e vita sprecata. A volte piangeva pensando a quanto stava bene ora, semplicemente assaporando la padronanza delle proprie abitudini e la capacità di staccare e di dedicarsi a belle attività che lo rigeneravano.

L’ossessione per i debiti incredibilmente calò e, come spessissimo capita (!)- qualche bella notizia finalmente fu attratta da queste nuove atmosfere: l’opportunità di rinegoziare il mutuo con la banca; un piccolo aumento di stipendio e una piccola spesa in meno al mese. Tutto sembrava indicare che le cose potevano finalmente andare verso una vita vissuta come un lungo fiume tranquillo e non come una disgrazia incombente.

Ma soprattutto:

“io mi sono rilassato, ho capito, mi sono svagato, lavoro di meno, mi sbatto di meno, e non mi preoccupo più di niente… e cosa succede? Le cose vanno meglio proprio dal punto di vista economico? E’ questa la vera rivoluzione per me!”.

Eccolo il terzo stadio del benessere: Inserire il Positivo Esterno su Esterno. Il senso è che c’è qualcosa all’esterno che posso fare e che conosco, che mi fa bene e che posso innestare di più nelle mie abitudini. In un modo tutto mio, tutto da costruire, ma proprio per questo strutturato e portante.

Ma a Marc e Jenny accadde qualcosa in più grazie alla terapia:

Potevano non accontentarsi più.
E produrre un cambiamento diverso, una visione della vita completamente nuova.
Lo sguardo incredulo e affascinato che assunsero quando lo realizzarono, ne fu la dimostrazione: era come scoprire un tesoro nemmeno mai immaginato.

E’ la Visione Radicata di cui parliamo come Quarto Strumento, Pratica, Nodo o di Trasformazione del Carattere.

Non è solo quindi solo una questione di livelli e di gradi di benessere da raggiungere.

Certo, dopo è così. Ma prima?

E’ una visione e quindi una decisione conseguente.
O decidiamo che iniziamo da oggi a vivere secondo uno di questi livelli
e poi piano piano sempre di più, oppure no, e non accadrà mai.

E’ un varco. E’ un valico, un guado. E’ “il dado è tratto”.

 

Il benessere che scegliamo si radica sempre di più. Oppure resta ai livelli inferiori, magari determinati decenni prima dalla nostra famiglia d’origine, e mai messi nemmeno in discussione.

Le regole di funzionamento dei Nuclei di Benessere, dall’Accettazione alla Leggerezza, alla Sostenibilità e alla Visione finalmente Radicata, sono presto dette:

  • Di solito i mutamenti di abitudini che ci portano salute e agio mentale non sono automatici.
  • Quando lo sono, non producono reale benessere.
  • Per far sì che non siano automatici, abbiamo bisogno che siano condivisi, nel counseling, in terapia, nei workshop, o fosse solo con amici, in piccolo gruppo o in coppia. E occorre che ci coinvolgano totalmente, come del resto qualsiasi altra impresa massacrante in cui ci buttiamo per rovinarci l’esistenza… tanto vale che ce la miglioriamo.
  • Il paradosso è che noi tendiamo a ritualizzare e quindi a far diventare automatica qualsiasi abitudine ci porti qualcosa di buono per noi.
  • Ma se non mettiamo in discussione i nostri comportamenti quotidiani, rischiamo di non sapere più perché abbiamo iniziato, anni prima, a comportarci in quel modo…
  • e quindi –se avvertiamo un disagio nuovo, e se queste abitudini non creano più benessere- non sapremo più riprendere il filo che ci ha portati fin lì.

Per questo abbiam bisogno di schemi di salute e salvaguardia del benessere, come quelli che qui esponiamo.

Che siano semplici e convincenti. Che ci ricordino il cammino fatto e quello da fare. Che sottolineino a che cosa fare attenzione.

“Dice il saggio:

“Quanto devo piangere prima di riuscire a liberarmi della mia tristezza? Mi sembra di aver già pianto a lungo”. La mia risposta è che non ha importanza la durata del pianto, ma la sua intensità, che deve portare a toccare il fondo del pozzo, del pozzo del ventre. Quando l’onda convulsiva dei singhiozzi si estende alla base del bacino provoca l’apertura di una botola e la persona emerge alla felicità. 

Alexander Lowen, Bioenergetica

Citazione tratta da Bioenergetica Italia.

 

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Riepilogo:

Serie di articoli Correlati: Qualcosa di Significativo.

 

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