Prendere Corpo


Mi viene concesso di cambiare vita solo quando non mi interessa davvero.

Quando dimostro alla natura di provare piacere fino all’ultima goccia
in questa precisa esatta esistenza,
di questo istante, qualsiasi istante, qualsiasi esistenza.

A quel punto, non c’è più il cambio salvifico,
ma solo una benedetta e naturale evoluzione.

 

 

 

 

 

Una delle auto-terapie che gli esseri umani praticano da millenni è:

Darsi una regola e scegliere attraverso il corpo.

 

Far prendere corpo ai pensieri è uno dei piccoli miracoli della nostra attività fisica.

Per questo c’è un crescente bisogno di sentirsi vivi nel corpo e nelle emozioni.

Man mano che il nostro mondo diventa più virtuale, tanto più aumentano le scelte a disposizione.

Ci sembra così di poter fare tutto e scopriamo con dolore che non è così.

Allora la prima conseguenza è l’enorme bisogno di sentirsi saldi, solidi e sicuri, radicati nelle scelte, sensazioni, emozioni. E per farlo, oggi è sempre più necessaria una pratica corporea.

La pratica serve a verificare PRIMA se le scelte che ci vengono in mente possano essere realizzabili, integrino la nostra vita o la disperdano, o siano destinate a stressarci e a farci dire per l’ennesima volta: ma chi me l’ha fatto fare!

Il corpo pertanto è sempre più vitale per darsi una regola: ciò che pensiamo mentre ci dedichiamo ad una pratica quotidiana o settimanale, viene sottoposto ad un processo di concretizzazione.

Cosa sento mentre corro o faccio esercizi e penso a quella persona,
oppure mentre elaboro in palestra i passi da realizzare quella folle e seducente idea
che mi è venuta per indirizzare la mia vita?

Quindi sentiamo che –se va bene qui ed ora e ci fa star meglio- allora fa bene alla nostra vita.

E quindi quando sentiamo che non riusciamo più ad andare in palestra, o a correre, a fare gli esercizi di qualsiasi disciplina, dallo yoga al pilates, dalla bioenergetica alla mindfulness, allora vuol dire che la nostra vita non sta andando come vorremmo e possiamo “correre” abbastanza facilmente ai ripari.

E’ quando questa necessità psico-fisica-emotiva viene trascurata per troppo tempo, che il problema del sentirsi solo nella testa può procurare disorientamenti, disagi e sintomi psicosomatici tra i più vari.

Oggi abbiamo quindi l’esigenza crescente di una regola di questo tipo, direi in modo sempre più necessario. Ne abbiamo bisogno proprio tutti, ciascuno la sua, tanto da poter affermare che chi va avanti oggi bene, senza accumulare troppo stress, nella propria vita e nel mondo del lavoro, è quasi solo chi si dà una regola di questo genere.

Sì, sto dicendo che chi si afferma, o chi sta meglio e attrae di più benessere e denaro, ha una regola di questo tipo: corporea, emotiva e solo per ultima, mentale.

Viceversa, quando invece la regola personale è solo di ragionamento, di volontà del proprio Ego, di senso del dovere, di testardaggine e di principio… ed è l’unica che la persona si dà, allora il benessere, l’affermazione, la relazione e la carriera non decollano, oppure prima o poi si depauperano.

E’ così ragazzi miei, e lo sappiamo tutti perché lo abbiamo verificato.

Quindi “passare per il corpo” vuol dire scegliere di sentirsi sostenuti da una regola che ci permetta di sentire di più e di scegliere realmente come indirizzare la nostra vita: da una semplice vacanza ad un amore o ad un lavoro nuovo, insomma una scelta importante.

 

Ecco: spesso noi non sappiamo bene se è l’ennesimo progetto che ci disperderà e ci manca la sicurezza necessaria per scegliere con decisione.

Vi è capitato? Solo alcune centinaia di volte, non è così?

Beh, allora cosa facciamo normalmente? Provate a pensarci.

Tutte le volte che abbiamo scelto e che sceglieremo con sicurezza e in modo pronto ed efficace è perché è coinvolto il nostro corpo e attraverso questo, chiare emozioni, nettamente positive o negative, in modo da orientare e strutturare la nostra vita.

Come usiamo il corpo e le emozioni, in questo caso?

  • Confrontandoci, parlandone in intimità con qualcuno, magari più d’uno
  • immergendoci nella natura
  • cercando attivamente un rispecchiamento della decisione con altre sensazioni passate, una risonanza, una modalità di sicurezza che si ripeta, in un senso o nell’altro
  • oppure appunto attraverso una forma di meditazione; di fare sport, palestra, yoga, bioenergetica
  • oppure ancora occupandoci di un animale, dell’orto, di un hobby manuale, e chissà cos’altro riusciamo ad inventarci.

Abbiamo già scritto della tecnica per scegliere con sicurezza, attraverso le emozioni e il corpo.

Se parlo della mia esperienza, il corpo mi ha fatto esplodere letteralmente. E ho solo applicato questa regola. Secondo i passi necessari:

  1. Datti una regola corporea ed emotiva. O più di una. Quotidiana. Può essere una pratica fisica / un hobby cui applicarsi / una sintonizzazione ad una bella immagine di me e della mia vita / una meditazione / un’attenzione ad un aspetto emotivo per me prioritario: curare le relazioni o dedicarmi agli altri o provare soddisfazione dalle piccole cose ecc. ecc. 
  2. Fai tutto, nel senso di inizia tutto, basandoti su questa regola corporea, senza pregiudizi. E falla diventare il perno su cui ruota il coinvolgimento migliore nella tua giornata. 
  3. Non considerare più i consueti limiti di spazio e tempo: comportati “come se” avessi sempre tutto il tempo a disposizione, stando sempre qui in questo preciso spazio in cui ti trovi ora e non altrove con la testa. Fino a che sentirai che il problema è proprio il senso dell’altrove, dove credi che accada tutto ma in realtà ti toglie solo intensità e coinvolgimento. 
  4. E visto che hai questa regola, questa risorsa, divertiti attraverso di essa, appassionati, realizzati in ogni istante qui ed ora. E cerca di farlo in ogni rivolo di attività, partendo soprattutto da quelle più piacevoli e allargando sempre di più a quelle che meno sopporti. Fino a che arrivi a sentire, finalmente, che è solo il modo in cui ti dedichi alle cose ad essere importante: se è fluido, liberato e secondo natura e non è più mentale, faticoso e incardinato, ogni cosa è liberata. 

Crediamo che a questo punto sia chiaro come si fa allora a far “Prendere Corpo” alla nostra giornata, integrando tutto ciò che siamo.

Come esempio concreto, riportiamo qui la buona norma, nelle sessioni  ldi bioenergetica, di inserire una fantasia guidata sull’ascolto di sé, di una vera e propria meditazione di movimento.

 

Segui dal vivo questa Meditazione Video – Meditazione Bioenerrgetica: Prendere Corpo.

 

Meditazione Bioenergetica sui Diritti e Desideri

Mentre si effettuano gli esercizi consueti di bioenergetica, nel corso della sessione, ripetere le seguenti domande, ponendole al corpo, al sistema del sé integrato. 

Dopo aver sciolto per bene le giunture, iniziamo, con i piedi paralleli, a scendere e risalire nel grounding, o radicamento a terra, piegando le ginocchia secondo le consuete accortezze: baricentro in avanti, respiro dalla bocca, totale affidamento al corpo e all’avanpiede e non al tallone che poggia senza avere peso.
E’ importante sintonizzarsi sulla catena di piccoli movimenti che si attivano se ci affidiamo al corpo e non alla testa, la quale non controlla più i movimenti. 

Mentre effettuiamo l’esercizio, ci ripetiamo come un mantra, sempre la stessa domanda, a volerla integrare, senza aspettare una risposta razionale: “ho diritto a…”.
e continuiamo a ripeterla ad ogni ciclo di respiro e di discesa e risalita sulle ginocchia: ”ho diritto a…”. 

 

Poi andiamo nella posizione del bend over, o piegamento in avanti, in cui la postura e il movimento delle gambe sono gli stessi del Radicamento a terra dell’esercizio precedente, ma il busto non esiste più, è rilassato e piegato in avanti, le mani a terra a proteggerci da una eventuale caduta, il baricentro sempre spostato sull’orlo del cadere. Le ginocchia compiono lo stesso movimento su e giù sempre premendo a terra le piante dei piedi, dalle quali origina tutto il movimento.

Qui, la frase che continueremo a ripeterci sarà: ”posso desiderare che…”, e ce lo ripetiamo per alcuni minuti, effettuando l’esercizio. 

Infine, ci sediamo sui talloni, che ora sono a terra, nella cosiddetta posizione alla turca. 

A questo punto, integriamo l’esperienza, chiedendoci: “mi fa bene dirmelo, perché…”, e restiamo in ascolto delle sensazioni corporee suscitate.

Registriamo al termine se c’è un’immagine, una parola, una piccola frase, che possiamo appuntarci per ciascuna delle domande suscitate.

  • “Ho diritto a…”.
  • “Posso desiderare che…”.
  • “È importante per dirmelo perché…”. 

 

… che ci guidi nei giorni successivi, come un’ispirazione e non più un dovere. 

 

Segui dal vivo questa Meditazione Video – Meditazione Bioenerrgetica: Prendere Corpo.

 

 

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