Tenderò Sempre a Vedere la Fatica ed Altre Amenità che Continuano ad Ossessionarci

Sono vecchio e ho conosciuto moltissimi problemi, ma per la maggior parte non si sono mai verificati.

Mark Twain

 

Per qualche giorno nutriti di cibi pessimi e scarsi,
vesti abiti ruvidi e rozzi e chiediti:
è questo ciò che temo?

Lucio Anneo Seneca

 

Ovunque tu vada ci sei già

John Kabat Zinn

 

 

 

Queste epigrafi riportano tutte a convinzioni interiori assolutamente false.

 

E vanno sradicate con le verità corrispondenti, altrimenti, com’è possibile star meglio?

 

Ad esempio, in una sola seduta di Terapia di Gruppo Bioenergetica, sono venute fuori le seguenti immagini assolutamente arbitrarie e fuorvianti rispetto alle verità sottostanti:

 

A. – “Tenderò sempre a vedere solo la fatica e quindi la rabbia per la fatica cui mi sento costretta:

“io ci sono per tutti, nessuno c’è per me. E una difficoltà enorme a raggiungere tutti gli obiettivi della mia vita …di “mamma che lavora”.
La verità di cui invece mi rendo conto, è che il mio provare fatica e rabbia mi fa raggiungere invece appieno il mio reale obiettivo: NON provare mai piacere.

Che è la condizione che continua a ripetersi, alimentando fatica e rabbia. Alla fine l’obiettivo vero lo raggiungo sì… non godo mai, non alleggerisco mai, non mi diverto mai. Così mi dimostro che solo nella fatica e nella rabbia posso stare”.

Da Condanna Alla Fatica Rabbiosa

a Conta Solo la Leggerezza e il Lasciare Andare

 

 

M. – “Ripeto sempre lo stesso schema vizioso:

1. “Io non sono stato mai visto da te, papà, da bambino, e ormai lo so e non mi aspetto più niente.

2. E quindi mi chiudo nel mio mondo non sento più niente e non mi fido.

2. Alla lunga, da tempo immemorabile, credo così che niente possa più cambiare.

3. Ma se non ci credo più nella vita e non sento, vivo a metà, questa è la sostanza”.

“Alla fine i miei scopi li sto raggiungendo eccome: non vivo una vita piena, per oppormi al fatto che tu non mi vedevi 40 anni fa. Non mi vedo, non mi sento e non vivo, solo per far dispetto a te. Bravo Pirla che sono…”

Da Mi Oppongo a Te per Farti Dispetto Ma Così Non Vivo Mai

a Mi Vedo, Mi Sento e Vivo Finalmente

 

 

 

V. – “Io me ne frego di te, io non ascolto niente e nessuno…

…e resto immutabile per tutta la vita, accada quel che accada…

E così continuo ad andare ogni volta contro un muro. E più mi pianto contro fallimenti e delusioni e prove che così non può andare avanti… più resto impassibile, perché è l’unica cosa che so fare (!).

Alla fine, oggi mi vedo chiaramente… continuo a comportarmi -per prima cosa!- contro mio padre, come quando avevo 4-5-6 anni… E sto buttando via la mia vita”.

 

Da una Vita “Contro” Buttata via in Realtà

 a Vivere a Favore di Me Sentendo e Partecipando

B.  – “Il fatto che tu -mia moglie- mi rovini la vita… mi permette di dire che SEI TU…

…che non mi permetti di fare le cose. Che tu mi hai rovinato l’esistenza. Allo stessissimo modo di quando ero bambino e poi ragazzo, quando i miei genitori mi assillavano e rompevano le scatole in modo assolutamente insostenibile. Obiettivo raggiunto, direi: mi sento fermo, sempre al palo. E non è mai colpa mia…”.

 

Da mi Sento Sempre Fermo, al Palo, Per Colpa Tua

a Sono io che lo Permetto agli Altri, ora Basta

 

A. – “Continuare ad incazzarmi con donne che sul lavoro e negli affetti hanno comportamenti assurdi e presuntuosi… mi blocca, lo so.

Ma ogni volta non ne posso fare a meno. Lo vedo chiaramente, adesso, ma poi lo dimentico. E ci ricado, sentendomi in preda a sfide, ingiustizie, giochi di potere, con incazzature tremende, che non riesco a trattenere. Mi sembra tutto paradossale, ma sono io, questo sono proprio io…”.

 

Da La Vita è Piena di Ingiustizie e io Lotto Perennemente

a Posso Fare a Meno di Farmi Bloccare da Tutto Ciò

 

 

 

E. – “L’Ingiustizia la patisco sempre, e la percepisco ogni giorno della mia vita.

Così sento il bisogno di partecipare ad intermittenza alle cose, alle relazioni, ai gruppi… E poi pretendo che gli altri accettino che io ci sia quando voglio io… lo so, è assurdo… ma lo vedo adesso che me lo fate vedere voi… per me, quando mi capita, sono assolutamente nel giusto…
Pretendere di “Lasciare e Prendere” cose e persone come dico io, mi convince che la vita non mi rispetta.

Invece solo stando nel disagio della presunta mancanza di rispetto -e di sentire ingiustizia- ripetendomi che è solo una mia sensazione!- la mia vita può cambiare, giorno dopo giorno.

Uh, che fatica però”.

 

Da “Lascio e Prendo” Cose e Persone Così mi Proteggo dai Torti Subiti

a Sto nel Disagio, che non è Mai Vero, e Solo Così si Scioglie

 

F. – “Paura e fuga e ritiro mi servono per limitare la mia vitalità.

Non trovare lavoro alimenta la paura e mi dimostra che tutto è immutabilmente precario…

…e lo scopo in realtà è raggiunto. Ora, se io agisco da precaria, rendo tutto pericoloso e non alla mia portata. Tutto. Incredibile.

Se invece non considero le mie paure e mi butto, mi sento avventata e in un’ansia insostenibile. Assurdo”.

 

Da Paura e Fuga e Ritiro Limitano la Mia Vitalità

a Mi Butto Comunque, Le Paure ci Saranno Sempre

E’ percepibile, in queste condivisioni, l’Ostinazione nel non voler recedere dalla nostra IMMAGINE INTERNA, che ci continua a dire che l’obiettivo è sempre lo stesso: non mollare mai le nostre testardaggini, assolutismi, e paure.

 

Anche se è un obiettivo che nella vita adulta non ci ha mai portato alcun benessere.

 

La verità della terapia è allora una sola e paradossale:

 

La cura dei nostri obiettivi esterni
è in realtà la cura delle immagini interne
che alimentano tutto il nostro malessere.

 

 

Per questo il Paradosso della Visione Radicata cambia l’interno e non l’esterno, e funziona.

Perché svela la grande verità di dov’è il nostro reale problema, che conosciamo e non vogliamo mai ammettere:

Decalogo del Paradosso della Visione Radicata

 

  1. I problemi non si risolvono mai affrontandoli per come sono.
  2. I problemi degli umani non sono mai univoci, semplici e con una sola sfaccettatura.
  3. I problemi sono sempre stratificati e e caratteriali, cioè paradossali.
  4. Allora occorre smetterla di dirsi di volere qualcosa che non vogliamo.
  5. Finirla di cercare di risolvere difficoltà che in realtà alla fine usiamo per confermarci che siamo sbagliati.
  6. Il nostro carattere è una spia al servizio di chissà quali potenze straniere.
  7. Mentre può essere il nostro più prezioso alleato, con le nostre migliori risorse.
  8. E se non sveliamo quali sono e come agiscono non possiamo perseguire niente di buono.
  9. Possiamo quindi, in sostanza, solo cambiare modo di vedere le cose.
  10. Dal meno veritiero, al più intimo e svelante e finalmente sano, che ci faccia cambiare strada davvero.

 

 

 

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