2. Uscire dal Paradosso della Chimica

La chimica è l’arte di separare, pesare e distinguere:
sono tre esercizi utili anche a chi si accinge
a descrivere fatti o a dare corpo alla propria fantasia.


Primo Levi, L’altrui mestiere, 1985

 

 

 

Ricapitolando allora, in questo faustissimo 2020, proprio perché così tanto ci ha messo alla prova, sono arrivato alla sintesi, tutta modesta e tanto personale, senza pretendere di poter insegnare niente a nessuno, ma con il desiderio enorme di confronto e condivisione, alla sintesi, dicevo, di alcuni punti, tutti sullo stesso piano e con le medesime implicazioni:

Eccoci qui, mi sono detto, alle prese con l’ennesimo paradosso: dare al corpo le sostanze che necessita e -allo stesso momento- abituarlo a diversi stimoli attraverso pensieri, emozioni e comportamenti diversi.

E come si può fare?- mi sono chiesto meditando col corpo per mesi. Vale a dire che ho domandato ogni giorno al mio “sistema” e ho ascoltato semplicemente se c’era una risposta.

E la risposta alla fine era lì che mi guardava.

Lo stavo già facendo: integrare sempre di più la base corporea con alcune pratiche di diversa derivazione.

Queste le integrazioni:

  • Emozioni vissute attraverso il corpo in Bioenergetica.
  • Fisica Quantistica e Neuroscienze.
  • Auto Ipnosi.
  • Tetha Healing.
  • Meditazione.
  • La Lista dei Piaceri.
  • Il lavoro affascinante di trasmutazione delle Convinzioni effettuato dalla Programmazione Neuro Linguistica.
  • Le esperienze delle Meditazioni Dinamiche della Tradizione di Osho
  • Le Osservazioni sulle correlazioni tra gli effetti terapeutici del Buddismo e l’Analisi Bioenergetica.

 

Approfondiremo ciascuno di questi approcci nei prossimi articoli. Ma ora chiediamoci: manca qualcosa? Certo, mancherà senz’altro qualche altro spunto, ma non è già sufficiente per intravvedere la convergenza verso un benessere più raffinato, neuro scientifico, eppure con sane esperienze millenarie della tradizione olistica e filosofica orientale?

E non è la sintesi della felicità che cerchiamo tutti, da sempre?

 

Tutti questi fili mi hanno messo in contatto con le sensazioni di paura, rabbia, gioia, tristezza, e di come le coltiviamo, ad un livello così semplice e profondo.

Questo processo rappresenta per me una nuova pietra miliare per la nostra consueta piccola felicità.

Il bello, come dicevamo poco sopra, è la differenza tra:

A. compensare, che vuol dire appunto attenersi ai consueti cicli circadiani di ormoni ed emozioni in cui sostanzialmente si fa finta di trovare soluzione cosciente ai problemi, per risentire invece sempre le stesse delusioni, impasse e contraccolpi interni, che producono appunto il nostro corredo ormonale, da cui dipendere…

B. …E invece godere del piacere che si sostanzia in qualcosa di nuovo, e solo interno, di connessione ad un pensiero e vissuto vero, profondo, piccolo ma essenziale, quindi creativo, ripetuto, organizzato diversamente, che ci fa essere più noi stessi al meglio, senza alcuna ricerca, se non l’anticipazione, la suggestione positiva in modo accentuato, giornaliero, che dà struttura, concreta, la quale quindi funziona in sé, sostiene e fa star bene davvero.

 

Due sensazioni personali allora, a questo punto dell’Anno-di-Grazia-Venti-Venti:

  • che l’ultimo anno è così ricco di sussulto emotivo, costrizioni, scoperte, cambiamenti così radicali, che non so se ne reggerò un altro così.
  • La seconda è che questo è solo l’inizio e ogni anno sarà sempre più coinvolgente-sconvolgente in questa stessa e precisa direzione. E non vedo l’ora.

Ecco. Questa oscillazione tra due anime è il mio modo di essere, la mia cifra, il mio carattere e l’aspetto che più mi caratterizza. Enormi entusiasmi e altrettante paure.

Ma non credo di essere il solo, qui tra noi.

E mi sto spostando, settando, anche chimicamente, questo è il punto (!), sul secondo atteggiamento, non vedendo ormonalmente l’ora, con tutto me stesso, e non considerando proprio le paure precedenti, solo a tratti, quando tornano, trattando mooolto diversamente con la mia parte profonda che le produce, da una posizione più beata, coinvolta, pulita, se capite quello che voglio dire.

 

Siamo in definitiva, Signore e Signori, Udite Udite, al livello dei livelli. Quello che cambia la struttura molecolare delle cellule e risolve i tumori per intenderci.

Ora tutto sta a garantire risultati duraturi.

Ma la strada mi sembra proprio tracciata.

 

Vogliamo approfondire come si fa? E’ semplice, quotidiano e di un accessibile che ci può sconvolgere la vita.

 

Leggi il punto successivo: Il Livello dei Livelli della Felicità.

 

Torna a La Chimica da Paura – Riepilogo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.