Vivere il Desiderio Prima che si Verifichi

Questo articolo è la continuazione di: Il Pedone S’illumina sulla scacchiera dei sogni

Ne tratta Joe Dispenza nei suoi libri. Far diventare una prassi L’anticipare i propri desideri. 

Ho appena parlato dell’allineamento dei nostri pensieri ed emozioni per ottenere il risultato desiderato… (…). Si tratta di un atto di fede necessario se vogliamo trasformare una vita monotona e prevedibile in una vita felice, costellata di nuove esperienze e sorprese quantistiche.

Ma è necessario un ulteriore atto di fede per tramutare i nostri desideri in realtà.

In quali circostanze ti senti particolarmente grato? Potresti rispondere: “Sono grato per la mia famiglia, per la bella casa che possiedo, per i miei amici e per il mio lavoro.” Ciò che queste cose hanno in comune è il fatto di appartenere già alla tua vita.
(…)
Il nuovo modello di realtà, invece, ci sfida, in quanto creatori quantistici, a cambiare interiormente, nella mente e nel corpo, nei pensieri e nelle emozioni, prima di averne la prova tangibile, attraverso i sensi.

Riesci a esser grato e a provare le emozioni elevate che accompagnano un evento desiderato, prima ancora che questo si verifichi? Sei in grado di immaginare un evento futuro tanto intensamente da immedesimarti e riuscire a viverlo nel presente?

In termini di creazione quantistica, puoi mostrare gratitudine per qualcosa che esiste a livello di potenzialità nel campo quantistico ma che non si è ancora verificato nella realtà? Se ci riesci, stai passando dal concetto di causa ed effetto (aspettare che un evento esterno operi un cambiamento dentro di te) a quello di causare un effetto (cambiare qualcosa dentro di te per produrre un effetto all’esterno).

Quando ti trovi in uno stato di gratitudine, trasmetti al campo un segnale che sta a indicare che un nuovo evento si è appena verificato. La gratitudine è molto più che un semplice processo mentale intellettuale. Devi sentirti come se tutto ciò che desideri fosse reale. In questo modo il tuo corpo (che percepisce solo sensazioni) si convince di avere il quoziente emotivo dell’esperienza futura, come se questa appartenesse al presente.
Joe Dispenza, Cambia l’abitudine di essere te stesso, pagg. 47-48.

Prima mi sembrava un atteggiamento da invasati quello dei sempre grati. Come le caricature di un prete o un mormone o un testimone di Geova il quale, illuminato dalla fede, si sottopone a qualsiasi rifiuto o umiliazione.
Ma adesso so, è dagli anni della mia analisi che lo so: la caricatura ero io, amico mio. E non devi pensare di doverti fermare e dire grazie al mare, ai prati e ai fiumi. Concentrati al contrario sui tuoi desideri concreti e pratici e vivili già realizzati dentro di te perché in passato li hai provati o anche solo immaginati. E se queste saranno pulsioni naturali e non campate per aria, nùtriti talmente di tali desideri desiderati che li trametterai a ogni cosa.
E questo sarà il tuo grazie! grazie! grazie!

Non c’è gratitudine senza desiderio.
Il desiderio accende la gratitudine.
Non è per niente sufficiente il pensiero: sono grato e so che devo ricordarlo.
Il grazie ne risulta didascalico, ridondante, parecchio fine a se stesso. Sì, certo, dico grazie, ma di cosa? Del sole, del mare e delle nuvole? Va bene. Ma solo se sto andando a nutrire i miei desideri più profondi, allora sì che incontro me stesso. Altrimenti, sentite?- non c’è accensione.
Vuoi la felicità? Desidera. Qualsiasi cosa. Ma desidera. Accendi il tuo motore. Ogni mattina.

Vanno benissimo i 101 desideri di Igor Sibaldi. Ma tutti coloro che io conosco che li hanno scritti, dicono ‘è stato un bel lavoro profondo, ma poi è stata archiviata come esperienza’.
Io invece mi sono riacceso anni e anni fa e tutti i praticanti un certo tipo di terapia si riaccendono ripartendo ogni giorno dai desideri. Ecco di cosa stiamo parlando: di una questione semplice, viscerale e quotidiana, non di grandi sistemi. Fatti affascinare, segui le curiosità, gli interessi, le passioni e soprattutto ogni desiderio che hai, nessuno escluso. Rifondaci sopra la tua vita e credici. Senza mai giudicarti.

Se non sono pervaso da un desiderio, sono solo un vaso vuoto. E sogno di essere un evaso. Dalla prigione di chi non sogna. Ma non so come fare a scappare.
Ecco come fare. Desidera. Riprendi a desiderare.
Con tutta l’intensità di cui sei capace.

Insomma, cos’altro posso dirvi ancora sull’intensità?
Afferma Claudia de Lillo, una delle firme di Repubblica che leggo per la sua verità:

I miei figli -di 11, 15, 18 anni- hanno vissuto un’estate piuttosto sfrenata, consona alla loro stagione. Si sono avventurati in luoghi magici e ignoti, hanno sondato le sconvolgenti profondità delle relazioni con i propri simili. Si sono sentiti unici, straordinari, incompresi, speciali. Hanno scalato vette di inaudito splendore e si sono schiantati a terra straziati ad ogni ripartenza. Si sono chiusi in un mutismo ermetico e ostile. Sono tornati in punta di piedi alle 3 di notte, convinti di essere invisibili. Sono stati colti da muta euforia e torva disperazione. Si sono scambiati sguardi misteriosi ed escludenti, convinti di essere i soli passeggeri di quell’ottovolante emotivo.
Li guardavo, conoscendo esattamente la misura della loro felicità e l’abisso della loro effimera disperazione.
Avrei desiderato dir loro di lanciarsi da quel trampolino, con incoscienza e follia, perché il loro futuro brillerà anche dei bagliori accecanti delle loro estati adolescenti. (…) Avrei voluto condividere il mio fazzoletto di esperienza. “Lo so, è successo, succederà ancora. Non aver paura di lasciarti travolgere”.
Claudia De Lillo, D di Repubblica.

Continua la lettura con: Perché ci Sentiamo Ridicoli a Desiderare?

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Riepilogo:
Il Pedone S’illumina sulla Scacchiera dei Sogni
Vivere il Desiderio Prima che si verifichi
Perché ci Sentiamo Ridicoli a Desiderare?
L’Entusiasmo Non è un Episodio
La gratitudine Urgente

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